Aperta al culto la chiesa sussidiaria di Cibeno

Nel pomeriggio di martedì 8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, si è aperta al culto la chiesa sussidiaria intitolata alla Santissima Trinità presso la parrocchia di Sant’Agata Cibeno a Carpi. La Santa Messa è stata presieduta da monsignor Erio Castellucci, Vescovo di Carpi, e concelebrata, fra gli altri, da monsignor Lino Pizzi, Vescovo emerito di Forlì-Bertinoro, e dal parroco di Cibeno, don Carlo Gasperi. A quest’ultimo, alla fine della liturgia, monsignor Castellucci ha consegnato le chiavi del nuovo edificio, a sostituire idealmente il rito di dedicazione che avrebbe dovuto svolgersi ma che, in osservanza delle norme anti-assembramento in vigore, si è deciso di rimandare ad un periodo migliore. E’ intervenuto, inoltre, l’architetto Paolo Belloni, che ha curato il progetto e lo ha illustrato ai fedeli convenuti, in rappresentanza della comunità parrocchiale.

 

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Chiesa nuova di Cibeno, apertura 8 dicembre

L’8 dicembre, l’amministratore apostolico, monsignor Erio Castellucci, inaugurerà la chiesa sussidiaria della Santissima Trinità  presso la parrocchia di Sant’Agata Cibeno a Carpi

Martedì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, alle 15, presso la parrocchia di Sant’Agata Cibeno a Carpi, sarà inaugurata la chiesa sussidiaria intitolata alla Santissima Trinità. L’emergenza sanitaria non permetterà lo svolgimento della solenne liturgia prevista per la dedicazione di un edificio di culto, ma l’amministratore apostolico, monsignor Erio Castellucci, presiederà la celebrazione di una Santa Messa in cui la chiesa sarà simbolicamente consegnata alla comunità.

La celebrazione sarà trasmessa in diretta su TVQUI, canale 19 del digitale terrestre e streaming su www.tvqui.it

Una nuova chiesa, adeguatamente capiente – circa 400 i posti a sedere che, solo per la durata dell’emergenza sanitaria, saranno ridotti a 180 – era necessaria per Cibeno, un quartiere in rapida espansione, dove negli ultimi anni sempre più coppie giovani hanno deciso di andare a risiedere.

“Dal terremoto del 2012 ad oggi – spiega il parroco, don Carlo Gasperi – siamo stati costretti a celebrare la messa festiva, quindi il giorno del Signore, nel salone parrocchiale, essendo insufficiente lo spazio della chiesa madre. Questo, oltre alla scomodità di dover utilizzare un ambiente multifunzionale e non adeguato dal punto di vista liturgico, ha fatto sì che, in questi anni, i nostri bambini del catechismo si siano preparati a ricevere i sacramenti senza aver mai frequentato una chiesa vera e propria. La nostra comunità ha dunque un estremo bisogno del nuovo edificio e lo attende con trepidazione ed entusiasmo”.

Progettata dall’architetto Paolo Belloni dello Studio Pbeb Architetti di Bergamo, la chiesa sussidiaria ha ricevuto la benedizione della prima pietra il 2 aprile 2017 dalle mani di Papa Francesco, nel corso della celebrazione eucaristica in piazza Martiri a Carpi. I lavori sono iniziati nell’estate dello stesso anno e sono stati eseguiti dall’impresa Cogei Costruzioni s.r.l. di Bologna.

Il costo totale ammonta a poco più di 1.480.000 euro, di cui quasi 1.300.000 euro per i lavori e il resto per gli arredi. Il contributo erogato dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite i fondi dell’8xmille è di 960.500 euro per i lavori e 95.000 euro per gli arredi. La somma rimanente è a carico della parrocchia.

La nuova chiesa si colloca nell’ambito di un lotto triangolare a ridosso della zona industriale cittadina, caratterizzato dalla presenza, a sud, della chiesa madre e, a nord, dal muro di cinta del cimitero costruito alla fine dell’800, in disuso e sconsacrato dai primi anni ‘60 del ventesimo secolo. In posizione baricentrica rispetto al lotto, tra la vecchia chiesa e l’ex cimitero, sorge l’edificio dell’oratorio. Il resto dello spazio, ad est, è un grande prato recintato destinato alle attività ludiche, che ha come fondale la strada provinciale.

“Si è maturata la decisione condivisa di collocare la chiesa sussidiaria all’interno del recinto cimiteriale – afferma l’architetto Belloni -. L’opportunità di costruire uno spazio, per il futuro della comunità, che fonda le radici fisiche nella propria storia, mi è sembrato un tema importante per caricare di un significato ancora più denso il nuovo edificio. Questa collocazione ha permesso inoltre di mantenere inedificata la preziosa area a verde a cerniera tra il cimitero e la strada provinciale praticando quell’obiettivo di riduzione di consumo di suolo e di ‘salvaguardia del creato’ che è un dovere al quale non possiamo più sottrarci. La facciata, dal carattere volutamente sobrio, è impreziosita da inserti longitudinali dorati che rappresentano, in analogia alle fiammelle di alcuni affreschi rinascimentali, le anime dei defunti che ascendono al cielo”. Nuova Chiesa, antico muro del recinto e spazio verde costituiscono, quindi, i tre elementi compositivi di un unico manufatto.

Per quanto riguarda l’assetto liturgico, le scelte sono state condivise con il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, don Luca Baraldi, e sono state sottoposte all’approvazione delle commissioni sia della Diocesi di Carpi che della Conferenza Episcopale Italiana. L’edificio, spiega l’architetto Belloni, “è caratterizzato da un’assialità longitudinale che culmina con la zona presbiteriale; alla destra del presbiterio, in un volume aggettante che richiama forma e proporzione di un transetto è stato collocato uno specifico spazio per il coro”. I poli liturgici, prosegue, “si dispongono in modo canonico sopra il basamento del presbiterio: l’altare centrale, l’ambone a destra, il tabernacolo anch’esso a destra ma leggermente defilato inserendosi in prospettiva con una vetrata che si apre verso il giardino, che si scorge dall’interno”.

Altare, ambone e supporto del tabernacolo sono realizzati in cemento decorativo impreziosito da un trattamento a fori riempiti con gesso scagliola, che recupera in chiave contemporanea la tradizione locale dei paliotti di altare. Questo trattamento è il risultato della collaborazione con l’artista Manfred Alois Mayr, che ha fatto da consulente artistico per l’intero progetto, e con maestranze altamente specializzate in tale tipo di realizzazione.

L’intera struttura è connotata da materiali semplici: “le grezze pareti in cemento armato – sottolinea l’architetto Belloni – sono state realizzate con l’inserimento di ossidi che conferiscono un colore caldo e sono state in buona parte successivamente martellinate a punta grossa trasformandole in veri e propri monoliti di pietra sui quali si infrange la luce che ne evidenzia la tessitura”.

Su fondale del presbiterio è collocata la “croce gloriosa” che, riflettendo la luce naturale, proietta un’aura dorata sulla parete retrostante. Le panche, infine, sono state disegnate appositamente per questa chiesa: realizzate in legno di frassino non selezionato, sono volutamente caratterizzate da venature di colore differenziato che rendono ogni singolo pezzo unico ed irripetibile.