Apertura dell’anno pastorale con il Vescovo

Il nuovo anno pastorale sarà inaugurato ufficialmente dal vescovo Erio Castellucci domenica 3 ottobre, alle 20.45, in Cattedrale, con la convocazione dell’assemblea diocesana nel corso della quale verrà conferito il mandato ai catechisti.

Una scelta insolita che rompe con il format tradizionale della presentazione da parte del Vescovo delle linee pastorali dell’anno alla comunità diocesana per mettere in pratica l’invito dello stesso monsignor Castellucci alla “dieta pastorale”, ovvero a non moltiplicare gli appuntamenti e a rendere più significativi quelli di livello diocesano o interdiocesano.

A due settimane dall’apertura ufficiale nelle diocesi del cammino sinodale, prevista per domenica 17 ottobre, il vescovo Erio illustrerà con quali modalità esso si attuerà in concreto, alla luce di alcuni recenti documenti messi a punto dall’episcopato italiano.

Quella di domenica sera sarà quindi una vera e propria assemblea di “lancio” sia del nuovo anno pastorale ma soprattutto del cammino sinodale con le giustificate attese sulla partecipazione attiva del popolo di Dio che ad esso si accompagnano. Infatti, la prima fase del cammino sinodale sarà dedicata all’ascolto: si legge nel documento sul “processo sinodale”, relativamente alla fase nelle chiese particolari e nelle altre realtà ecclesiali, che “l’obiettivo di questa fase è la consultazione del Popolo di Dio (cf. Episcopalis Communio, 5,2) affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati, soggetto del sensus fidei infallibile in credendo”.

 

Un ascolto che avrà tempi e spazi dedicati nella vita delle comunità e che si accompagna ad un impegno formativo che pare avere ritrovato un nuovo slancio per rendere sempre più solide le basi della fede dei credenti e maturare la consapevolezza di quanto sia importante saperla comunicare e trasmettere specie alle giovani generazioni. Si comprende allora quanto sia evidente questo binomio ascolto-formazione nella scelta di celebrare a livello diocesano il mandato a catechisti ed educatori che non annulla quello conferito nelle parrocchie ma – come ha ricordato il direttore dell’ufficio catechistico Simone Ghelfi – il fatto che sia il Vescovo ad assegnarlo indica “l’appartenenza responsabile del catechista alla propria comunità diocesana, perché manifesta la sua corresponsabilità nella missione di annunciare il Vangelo e di educare e accompagnare nella fede. Esso è anche il segno del riconoscimento di questa specifica vocazione e un titolo fecondo per il coordinamento dell’azione educativa in seno alla Chiesa” (CEI, Incontriamo Gesù, n. 78).