Intervento di Simone Ghelfi
Ambito dell’annuncio. Catechesi e formazione integrale
Servizio formazione liturgica e alla ministerialità – Direttore don Mauro Pancera
Il passaggio dall’Ufficio Liturgico al Servizio per la Liturgia e la Ministerialità ha rappresentato anzitutto un cambiamento di prospettiva. Non un ufficio chiamato principalmente a organizzare o coordinare singole iniziative, ma un servizio collocato nella più ampia dinamica della pastorale interdiocesana, con una particolare attenzione alla ministerialità e ai percorsi di formazione. In questo contesto il Servizio si è inserito soprattutto in ciò che era già presente e consolidato, accompagnando il cammino della formazione ai ministeri e cercando di valorizzare le proposte già esistenti promosse dagli organismi competenti, dando una prima forma ai necessari percorsi di formazione permanente. Parallelamente, si è cercato di comprendere meglio il percorso formativo del diaconato e di individuare possibili ambiti di collaborazione. Il Servizio per la Liturgia e la Ministerialità si colloca oggi in un atteggiamento di ascolto e disponibilità, in attesa degli sviluppi che la nuova configurazione pastorale porterà con sé, pronto a offrire il proprio contributo e il proprio sostegno nelle situazioni che progressivamente emergeranno. Poiché la liturgia attraversa molti aspetti della vita ecclesiale, risulta difficile elaborare proposte univoche che possano prescindere dal cammino comune delle diverse realtà pastorali: potrebbe configurarsi meglio come servizio anche a supporto degli stessi servizi pastorali in quei momenti dove si celebrano liturgie, veglie, ordinazioni, feste patronali ecc.., e intrecciare il tessuto della vita liturgica della nuova diocesi come cammino comune.
Servizio apostolato biblico di formazione teologica – Direttore don Giacomo Violi
Il Servizio Apostolato Biblico (SAB), si pone al servizio della diocesi e delle singole comunità per promuovere la conoscenza, l’ascolto e la preghiera della Parola di Dio. Attraverso percorsi introduttivi alla lettura della Bibbia e itinerari di approfondimento rivolti a tutti: giovani, catechisti, animatori e operatori pastorali, il SAB offre, nelle comunità richiedenti, incontri formativi, ritiri, esercizi spirituali, settimane bibliche e pellegrinaggi nei luoghi della storia della salvezza (Terra Santa, Egitto, Giordania, Turchia, Grecia), svolti in larga parte anche in sinergia con gli altri servizi. Con molteplici iniziative, esso desidera aiutare i fedeli a fare della Sacra Scrittura una sorgente viva di fede, preghiera e discernimento. Per desiderio di don Erio, nel prossimo anno pastorale il Servizio Apostolato Biblico dedicherà particolare attenzione al rilancio diocesano del “Vangelo nelle case”, aggiornata partendo dalle esperienze avute soprattutto nella diocesi di Modena, una preziosa esperienza di evangelizzazione e di risveglio biblico che ha già portato abbondanti frutti nelle nostre comunità. L’auspicio è che sempre più famiglie e gruppi possano ritrovarsi attorno alla Parola di Dio, lasciandosi illuminare, convertire e sostenere dalla sua forza trasformante.
Servizio pastorale familiare e con gli adulti – Direttore don Maurizio Trevisàn
Il servizio si è strutturato in questi mesi intrecciando ai percorsi già consolidati rivolti a fidanzati e famiglie anche le iniziative per gli adulti catecumeni o in cammino verso il completamento del percorso di iniziazione cristiana. Il servizio procederà in questa direzione andando anche a sviluppare, in ascolto, sostegno e in sintonia con i nuovi vicariati, percorsi a sostegno degli adulti e, in particolare, dei formatori e accompagnatori. Questi 3 punti, adulti, famiglie, catecumeni, saranno sviluppati con un orizzonte comune, cercando anche di costruire da subito sinergie e contatti anche con gli altri servizi con cui questi percorsi naturalmente si intrecciano.
Servizio pastorale con gli adolescenti e i giovani – Direttore don Simone Cornia
Il Servizio pastorale Giovanile adolescenti e giovani ha vissuto un cammino di conoscenza e condivisione bello in questo primo anno, durante il quale i vari incaricati si sono presentati e raccontati in quella che è la propria identità e poi la propria attività con le nuove generazioni. In uno spirito di comunione, il servizio ha cercato e cercherà di dare forma ad uno sguardo comune sulle nuove generazioni, alla luce del proprio specifico cammino pastorale, e poter proporre in futuro un cammino condiviso tra i vari ambiti inerenti alla scuola, all’università, allo sport, alle parrocchie e alla scelta vocazionale. Il tutto a partire da un ascolto profondo del territorio e quindi dei vicariati che sono in via di definizione. Nel piccolo, comunque, sono già state vissute collaborazioni pastorali tra incaricati e altri servizi diocesani, segno bello di un nuovo cammino di comunione che è solo all’inizio della fioritura
Servizio catechesi dell’infanzia e preadolescenza – Direttore Simone Ghelfi
Il tema della catechesi in questa fascia d’età si intreccia fortemente con quelli che sono i più diffusi percorsi cosiddetti di “di iniziazione alla vita cristiana” che vengono realizzati nelle nostre comunità. In questo anno, nel lavoro nelle assemblee costituenti vicariali, questo tema è emerso con forza, attraverso almeno 3 punti chiave: formazione e supporto alla progettazione, programmazione e attuazione dei percorsi, armonizzazione dei diversi percorsi sui territori a volte in conflitto tra loro, senza con questo azzerare differenze e specificità ma valorizzandole in un quadro che definisca un cammino comune, iniziative comuni per le diverse fasce d’età, non ultima la giornata diocesana dei cresimandi. Il desiderio, maturato già nei nascenti vicariati ma che dovrà tradursi in scelte concrete, è di preparare e vivere più momenti, in presenza ma non solo, per tutte le fasce d’età dai bambini ai preadolescenti, sui territori dei vicariati, per conoscersi meglio e di più, tra ragazzi, educatori e formatori in generale. Aggiungerei un quarto punto che riguarda complessivamente quella che per capirci è l’età delle “medie”, la cosiddetta prima adolescenza, che coincide normalmente con il tempo che la Chiesa definisce “mistagogia” e che, per certi aspetti, è il cuore dei cammini di iniziazione cristiana. Occorrerà pensare nei vicariati a quali e quante opportunità vengono offerte nei territori per questa preziosissima fascia d’età, parrocchia per parrocchia, e, laddove le forze risultassero inevitabilmente insufficienti, rinunciare a qualcosa, modificare le strutture e mettersi assieme per offrire queste opportunità. Sappiamo bene che al centro di tutto c’è l’annuncio del Vangelo e, relativamente a questo aspetto, ci sono quindi primariamente i ragazzi e le gazze e non le nostre strutture, per quanto possano apparire consolidate. Infine, non per importanza, nel servizio è partita, in primis in collaborazione con la FISM del nostro territorio, una piccola equipe che ha iniziato a riflettere nuovamente sui percorsi pastorali rivolti ai bambini 0-6 anni. C’è quindi l’accompagnamento dei genitori al battesimo dei bambini piccoli, che si intreccia con la pastorale delle famiglie, ma ci sono anche percorsi veri e propri per i bambini di questa età. Sul nostro territorio diocesano ci sono già varie esperienze di questo tipo, sia associative che non. Si sta lavorando quindi al lancio di alcune idee già a partire dal prossimo autunno.
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Intervento di Francesco Panigadi
Ambito prossimità
Buongiorno a tutte e tutti.
Quello che cercherò di fare è presentare il cammino di questi mesi dei servizi pastorali dell’area prossimità e provare ad indicare anche qualche pista e proposta per il futuro.
Inizio ricordando quali sono i servizi che ne fanno parte.
- Servizio Caritas (suor Maria Bottura)
- Servizio di pastorale sociale, del lavoro, sport e tempo libero, della custodia del creato, della giustizia e della pace (don Carlo Bellini)
- Servizio di pastorale della salute, della disabilità e della consolazione (don Riccardo Paltrinieri)
- Servizio Migrantes per la pastorale della mobilità, per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (Fausto Prandini)
- Servizio per il dialogo culturale (coniugi Giovanna Morini e Paolo Davoli)
- Servizio di Pastorale Missionaria (Francesco Panigadi)
Presentare questo cammino (ci tengo a sottolineare che è un cammino e che siamo solo all’inizio) credo non significhi semplicemente elencarvi una serie di attività ma significa, prima di tutto, raccontarvi come uffici e servizi delle due diocesi di Modena e di Carpi, da settembre dello scorso anno, abbiano prima di tutto iniziato a conoscersi per lavorare insieme a servizio delle parrocchie e dei vicariati. La parola INSIEME è stata ripetuta molte volte all’Assemblea del settembre scorso ed è davvero quello che abbiamo cercato di fare sia a livello delle due diocesi che a livello di servizi pastorali.
Certamente cambiare le abitudini non è un processo immediato e quello che stiamo cercando di fare non è cancellare le nostre storie ma farle diventare un tesoro comune.
Questo stile di cammino condiviso ha già portato frutti nei nostri ambiti pastorali e proverò ora, in pochi minuti, a riassumere qualcosa dei singoli servizi.
Per la Caritas, che continua ad operare a servizio delle parrocchie sia a Carpi che a Modena, lo sforzo di conoscenza reciproca si è tradotto quest’anno nell’elaborazione del primo “Bilancio sociale”. È stato un lavoro importante che ha unito le riflessioni e i resoconti delle aree di intervento comuni a entrambe le diocesi come:
- l’operato dei Centri di Ascolto,
- la grave emergenza abitativa e dell’accoglienza,
- la povertà educativa
- la distribuzione alimentare.
Sono però continuati anche i progetti più specifici di ciascuna diocesi, che nascono dalle peculiarità dei singoli territori.
Il servizio Migrantes, Ecumenismo e Dialogo Interreligioso coinvolge varie realtà dell’organizzazione diocesana precedente e questo ha richiesto un particolare impegno di coordinamento.
La Migrantes, che vede la partecipazione attiva dei rappresentanti delle varie comunità immigrate, oltre ad iniziative finalizzate alla conoscenza reciproca, ha organizzato alcuni momenti di preghiera e la celebrazione della Messa con i giostrai a Carpi.
Sul fronte dell’Ecumenismo, il Consiglio delle Chiese Cristiane ha visto camminare insieme cattolici, metodisti e ortodossi, offrendo segni forti come la Giornata del Creato e la preghiera ecumenica.
Il dialogo interreligioso ha curato momenti di incontro nelle scuole superiori, in particolare con la comunità buddista di Spilamberto, e anche un convegno internazionale su cooperazione allo sviluppo e dialogo interreligioso, qui a Modena, proprio la settimana scorsa. L’obiettivo di fondo di tutto questo lavoro è far sì che l’accoglienza dello straniero e il dialogo diventino parte integrante della pastorale ordinaria di tutte le nostre parrocchie.
Proprio a questo ultimo punto si collega anche il servizio di Pastorale Missionaria che tenta di aprire le finestre delle nostre comunità sul mondo per fare entrare aria nuova grazie all’ascolto di altre esperienze di chiesa.
Anche in questo ambito non è sempre stato facile ragionare subito come un unico servizio, e la tendenza a pensare “per Carpi” o “per Modena” si è fatta sentire. Ma ci si è anche resi conto che i vissuti precedenti possono essere complementari. Lo abbiamo visto nel lavoro di sensibilizzazione nelle scuole, sia nel territorio modenese che carpigiano, così come nella messe missionarie mensili, nella formazione dei ragazzi in partenza per le esperienze estive e nel cammino di spiritualità missionaria El Mismo per giovani provenienti da varie parrocchie.
Il servizio di Pastorale Sociale, del Lavoro, della Custodia del Creato, della Giustizia e della Pace, che già da alcuni anni era un servizio interdiocesano, ha proposto iniziative come il Giubileo dei lavoratori a Nonantola, la Messa del 1° Maggio e il Convegno sull’Economia Civile a Carpi. Centrale è stato l’impegno per la Pace, con la marcia del 1° gennaio a Modena e la Veglia a Carpi. Per il futuro, l’attenzione si concentrerà sulle iniziative del Mese del Creato, sull’accompagnamento verso “Parrocchie sostenibili” e sulla diffusione di materiali, a servizio delle comunità, e dei gruppi, per crescere sul tema della nonviolenza.
Anche la Pastorale della Salute, della Disabilità e della Consolazione si inserisce in questo stile di vicinanza. Il cuore del servizio resta la presenza accanto alla sofferenza. Sono state create le Cappellanie degli ospedali e si è soprattutto lavorato per mettere in rete i vari servizi alla disabilità per far sì che nessuna fragilità resti isolata.
Infine, il dialogo culturale un servizio che potremmo definire nuovo per la nostra chiesa, ma che poggia su tantissime realtà e associazioni del laicato cristiano già attive. Immaginare questo “nuovo” ha significato prima di tutto mettersi in ascolto e dialogare con chi sul territorio fa animazione culturale, sostenendo le iniziative esistenti e avviando collaborazioni, anche a partire dall’anno francescano. La prossimità culturale non è un esercizio intellettuale per pochi, ma un modo concreto di prendersi cura delle persone. Per il prossimo anno pastorale, l’obiettivo sarà quello di consolidare un metodo di lavoro sinodale, offrendo ai vicariati moduli e percorsi formativi concreti sui temi caldi della pace, del rapporto tra guerre e religioni, e sulle grandi sfide dell’enciclica Magnifica humanitas di papa Leone.
Per concludere, come ho detto all’inizio siamo in cammino ma la cosa importante e che tutti hanno sottolineato è che vorremmo imparare a lavorare sempre più in sinergia tra uffici pastorali per rispondere alle reali esigenze delle parrocchie e dei vicariati.
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