Assemblea interdiocesana, intervento di mons. Trevisan su vicariati

È stato un anno impegnativo e fecondo, che ha visto un rallentamento non solo dovuto ai cambiamenti delle figure preposte ad accompagnare il processo di unificazione (Prefetto del dicastero per i Vescovi e Nunzio apostolico in Italia), ma come necessità avvertita dalle assemblee vicariali e dagli altri organismi di partecipazione in ascolto dello Spirito di avere un passo più adeguato alle necessità e possibilità dei territori.

È stato un cammino autentico di discernimento: 20 assemblee vicariali che hanno coinvolto 227 laici e 161 presbiteri nella prima convocazione, numeri che dopo un calo iniziale si sono stabilizzati con un impegno costante e costruttivo.

La partecipazione è stata vissuta con libertà e franchezza, sono emerse difficoltà, bisogni e risorse ed è cresciuto il desiderio di collaborazione, corresponsabilità e sinodalità, nel rispetto delle varie territorialità e della sinodalità.

Oltre ad alcune specificità proprie dei vari territori sono emerse alcune priorità comuni:

  • la necessità di puntare sulla formazione;
  • il bisogno di crescere nella conoscenza, a partire dalle relazioni e dunque facendo attività insieme;
  • l’importanza delle comunicazioni e del fare rete a partire da ciò che c’è già;

Si è deciso di non costituire il coordinamento vicariale (vicario e delegati per l’annuncio e la prossimità), in quanto è necessario crescere ulteriormente nella conoscenza e nel percorso avviato, sono invece stati nominati i 5 vicari presbiteri e sono state date le indicazioni per la costruzione dei gruppi di lavoro che avranno appunto il compito di proseguire il cammino di realizzazione dei vicariati. Già 36 persone si sono rese disponibili e altri laici, diaconi o religiosi e religiose verranno indicati dai presbiteri nell’incontro di vicariato che i sacerdoti faranno nei prossimi giorni.

Il decreto di costituzione dei vicariati territoriali (che sono effettivi dal 1° giugno) recependo le indicazioni delle assemblee segnala alcune priorità:

  • la formazione teologica, spirituale e pastorale
  • la comunicazione e condivisione delle buone prassi ecclesiali
  • la collaborazione tra comunità parrocchiali, con attenzione al sostegno delle realtà più piccole
  • la corresponsabilità tra i laici e i ministri ordinati nei processi pastorali
  • la promozione di iniziative comuni nei Vicariati e nelle Parrocchie
  • il supporto nella gestione economica e amministrativa delle Parrocchie”

I vicari territoriali avranno un contatto frequente con l’Arcivescovo e gli organismi di guida diocesana, come avviene per i Servizi diocesani.

In questo anno, infatti, gli undici direttori dei servizi si sono trovati regolarmene, circa ogni due settimane, con d. Erio e il coordinamento pastorale (d. Maurizio Trevisan, Simone Ghelfi, Francesco Panigadi e Alessandra Gallo), per riflettere, discernere e orientare il cammino pastorale.

In generale, se non sono mancate le resistenze o le difficoltà, tuttavia ciò che è emerso è il desiderio vivo di vivere la fede e di annunciare Gesù Cristo e la sua salvezza.

Siamo di fatto agli inizi di un cammino, ma i frutti già si vedono, nel cercare una maggior collaborazione, nel non disperdere le energie, nel mettersi a servizio del territorio e nell’ascolto reciproco.