Dall’omelia di monsignor Elio Tinti nella messa esequiale di monsignor Romeo Caselgrandi

Giovedì 15 febbraio nella chiesa di San Bernardino da Siena la chiesa di Carpi ha accompagnato monsignor Romeo Caselgrandi all’incontro con “il Padrone della vigna” al quale egli si presenterà con il favore e il pregio di una laboriosità generosa e di una indefettibile fedeltà. Il Vescovo nell’omelia ha ricordato i suoi delicati incarichi amministrativi e pastorali: “E’ stato un vero sacerdote, con un contegno e un comportamento irreprensibili. Molto riservato e particolarmente dotato di grande equilibrio, ha sempre manifestato e nutrito un servizio fedele e costante alla Chiesa e ai Vescovi…ha prevalentemente svolto mansioni di carattere economico-amministrativo, un settore arido, che ha curato con competenza, attenzione e avvedutezza, meritando grande stima e riconoscenza, riconosciute anche con la nomina a canonico della Cattedrale, con il titolo di Cameriere segreto di Sua Santità nel 1963 e di Prelato d’Onore del Papa nel 1984. E’ stato come economo della Diocesi e responsabile dell’Ufficio Amministrativo diocesano, l’uomo delle mediazioni in tante questioni economiche. Ma il suo animo e il suo zelo pastorale si sono manifestati particolarmente anche nella cura e nel servizio fedele e premuroso della chiesa di San Bernardino da Siena, accanto al Monastero delle Clarisse Cappuccine che chiama “sue sorelle Cappuccine”, come Rettore di questa stessa Chiesa per circa cinquant’anni”. Riferendosi all’ultimo periodo della vita di don Romeo come ospite della Casa Soggiorno in Seminario a causa della malattia il Vescovo ha così concluso: “Fortificato dalla fede ha vissuto, ha operato, ha affrontato le ultime prove, persuaso che “le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rom 8,18)”.

MONS. ROMEO CASELGRANDI
UN LAVORO RISERVATO E PREZIOSO PER LA CHIESA CARPIGIANA

Non vorrei venisse presto dimenticata la figura di don Romeo Caselgrandi, quel sacerdote alto, sempre in talare, che da San Bernardino da Siena , ove era rettore, se ne andava, sollecito, in Curia, con una cartella gonfia di carte e vi rimaneva per molte ore.
Io che da piccolo mi ero “fatto le ossa” come chierichetto in San Bernardino, sono sempre stato legato a quella chiesa-rifugio, non grande, elegantissima e carica di storia e di arte; famosa per gli intagli lignei. Con l’arrivo di don Romeo a rettore della chiesa, ho collaborato con lui per alcune opere: la Via Crucis, scolpita da Dorigo Vigilio Prugger su mio disegno e per alcuni restauri; ma poi anche per l’arredo delle chiese moderne sorte in diocesi nel dopoguerra: certo opere spesso nate nella penuria economica in cui allora viveva la Chiesa, ma sempre realizzate con l’entusiasmo di lavorare per il Popolo di Dio, sotto la guida vigile del vescovo Artemio Prati, di cui don Romeo fu per tanti anni il braccio operativo.
Ma è del sacerdote educatore che vorrei tracciare qualche nota, un aspetto non conosciuto quanto merita.
Si era negli anni ’80 e la crisi tra Chiesa e Stato sulle scuole private,che noi chiamavamo “scuole libere” e per il diritto dei genitori di educare i figli, era molto acuta. Mons. Caselgrandi era stato incaricato di curare gli aspetti giuridici ed economici specie delle scuole materne della FISM, allora molto diffuse, e a Modena era nato un Comitato vivacissimo, di cui facevano parte l’avvocato Calisto Fornero, il senatore Mario Baldini, di Modena, Giorgio Caleffi di Mirandola, alcuni di noi dell’Age e dell’Agesc, di CL e di tanti altri movimenti.
Quanti incontri settimanali, quanti convegni a livello regionale e locale, quante puntate a Roma per difendere le scuole libere, diritto oggi finalmente riconosciuto! e don Romeo sempre presente a consigliare e a esortare. Un ultimo ricordo sereno e lieto: don Romeo trovava anche il tempo per curare la formazione educativa e culturale delle tante suore impegnate nella scuola. Ricordo alcune gite in città d’arte ove da pullman pieni di suore vestite a festa (rigoroso l’abito scuro) scendevano nuvoloni di suore “liete e festose” con a capo mons. Caselgrandi con la sua lunga tonaca nera.
Grazie, don Romeo, per il suo servizio silenzioso e prezioso.
Romano Pelloni