COMUNICATO STAMPA
Primi appuntamenti di Quaresima
Liturgia delle Ceneri
Mercoledì 18 febbraio, alle 19, in Cattedrale
Mercoledì 18 febbraio, alle 19, in Cattedrale, monsignor Gildo Manicardi, vicario generale della Diocesi di Carpi, presiederà la Santa Messa con il rito dell’imposizione delle Ceneri.
Incontro “Credo la Chiesa” con il vescovo Castellucci
Giovedì 26 febbraio, alle 21, al Museo diocesano
La prima proposta di approfondimento nel tempo di Quaresima sarà l’incontro guidato dal vescovo Erio Castellucci sul tema “Credo la Chiesa. Da Francesco a Leone XIV” giovedì 26 febbraio, alle 21, presso il Museo diocesano nella chiesa di Sant’Ignazio a Carpi (corso Fanti 44). L’iniziativa si terrà in preparazione al pellegrinaggio a Roma e all’udienza con Papa Leone del prossimo 25 marzo, accompagnati sempre dal vescovo Erio, nel 40° compleanno di Notizie settimanale della Diocesi di Carpi. Organizza l’Ufficio diocesano comunicazioni sociali.
Messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026
Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il tempo liturgico di quaranta giorni che precede la Pasqua, in cui i credenti sono invitati particolarmente alla conversione, alla preghiera e alle opere di carità. Il gesto dell’imposizione delle ceneri – ottenute bruciando i rami d’ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell’anno precedente – indica la fragile condizione dell’uomo di fronte a Dio. Inoltre, è il segno “visibile” di chi si è pentito e con cuore rinnovato riprende il proprio cammino verso il Signore.
“Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”. Così scrive Papa Leone XIV nel messaggio “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, in cui parlando del digiuno, si sofferma su “una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo”. “Impegniamoci – è l’invito del Pontefice – affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.





