Fiori di pace

Monsignor Manicardi e don Bellini hanno incontrato le comunità islamiche di Carpi in occasione del Ramadan
di Virginia Panzani

Mons. Gildo Manicardi e don Carlo Bellini ricevono il dono delle rose

Nella serata di lunedì 16 marzo, il vicario generale della Diocesi, monsignor Gildo Manicardi, e don Carlo Bellini, direttore del Servizio interdiocesano di pastorale sociale, del lavoro, della custodia del creato, della giustizia e della pace, si sono recati in visita alle comunità islamiche di Carpi, presso la sede in via Unione Sovietica, per portare loro il messaggio del vescovo Erio Castellucci, a nome delle Chiese di Carpi e di Modena-Nonantola, in occasione del Ramadan e della festa di ‘Īd-al-fitr, che segna la fine del mese di digiuno e che quest’anno si è celebrata il 20 marzo (anno del calendario islamico 1447 H). Ad accompagnarli Raza Ahmad, vicepresidente della Consulta Integrazione dell’Unione Terre d’Argine e coordinatore delle comunità islamiche. Monsignor Manicardi e don Bellini hanno ricevuto in dono entrambi un mazzo di rose, fiori molto apprezzati e dal grande valore simbolico – poiché legati all’idea del paradiso – nella cultura persiana e, più in generale, nel mondo islamico. La visita e l’augurio per il Ramadan si collocano nel solco di un cammino di reciproca conoscenza che da alcuni anni coinvolge la Diocesi di Carpi e le comunità islamiche della città, anche in collaborazione con la Consulta per l’Integrazione. Dal 2020 vari sono stati gli incontri di carattere interculturale e in concomitanza con le reciproche festività religiose che hanno permesso di instaurare legami di amicizia.

“Quest’anno siamo particolarmente vicini a voi: una provvidenziale coincidenza di calendari ha fatto sì che il vostro mese di digiuno e preghiera si sia intrecciato con la nostra Quaresima – così ha scritto il vescovo Erio nel messaggio – . Insieme abbiamo vissuto – ciascuno secondo la propria tradizione – un tempo di intensificazione della preghiera, di disciplina interiore e di attenzione ai più poveri. È bello riconoscersi compagni di cammino in questa ricerca di Dio e di una vita più autentica”. Da qui l’invito a continuare nell’impegno di costruire “una convivenza pacifica e fraterna con decisione, pazienza e creatività”, poiché, ha sottolineato il Vescovo, “sappiamo che ne vale la pena. Come ha ricordato Papa Leone XIV, la pace vera nasce dal ‘disarmo del cuore, della mente e della vita’ – un disarmo che si pratica ogni giorno, nel dialogo, nella giustizia, nel perdono”. Un pensiero speciale ha poi rivolto monsignor Castellucci ai giovani che “portano sulle spalle il peso delle domande più grandi e la responsabilità del futuro. La vostra dedizione al Ramadan, la fedeltà alla preghiera e alla solidarietà con i bisognosi sono un segno di speranza anche per noi”. Con questi sentimenti ecco, allora, l’augurio finale del Vescovo: “’Id Mubarak! (Buona festa di fine Ramadan!, ndr ) Possa questa festa portare gioia nelle vostre famiglie e rinnovare in tutti noi il desiderio di costruire una comunità più giusta, più fraterna, più umana”.