Annotazioni di un cammino
Dopo l’anno giubilare, ripercorriamo le tappe che hanno portato all’incontro con Papa Leone per il 40° di Notizie
di don Carlo Malavasi
Racconto le tappe di un percorso di mesi che ci ha preparato all’udienza del 25 marzo con Papa Leone e ci introduce ad altre iniziative di un cammino appena iniziato e già da ora ricco di sorprese.
Anno Santo 2025: i sei Giubilei a Roma hanno coinvolto 360 persone. Queste giornate si sono concluse con una constatazione: è mancato l’incontro con il Papa. Intanto è arrivata la proposta di preparare “un evento” come inizio di festa per i 40 anni di Notizie. Si è deciso di partecipare ad una udienza pubblica di Leone XIV. Il vescovo Erio ha espresso il desiderio di essere presente e lui stesso ha indicato come data mercoledì 25 marzo.
26 febbraio, “Credo la Chiesa” : il vescovo Erio ha dato un contributo non solo coinvolgente ma per me necessario come preparazione all’incontro con il Papa. Ha proposto dapprima un commento spirituale sul dialogo di Pietro con Gesù risorto sul lago di Galilea; e subito dopo una descrizione storica sul ritrovo sicuro della tomba di Pietro.
8 marzo: assemblea dei partecipanti . Una parte del pomeriggio è stata dedicata alle informazioni organizzative. Sono poi seguiti altri momenti coinvolgenti: raccontarci i motivi che ci hanno spinto a scegliere di partecipare ed infine una sintetica cronistoria che ha evidenziato i contributi magisteriali che gli ultimi Papi hanno dato dalla Chiesa e all’umanità, a partire da Pio XII fino a Francesco.
24 marzo: Santa Croce in Gerusalemme . Una meditazione sulle “sette parole” (sette frasi) pronunciate da Gesù, in un interrotto dialogo con il Padre, sulla croce. Le prime tre a favore dei presenti; segue uno sguardo su sé stesso, mentre le ultime tre sono una pur difficile ma confidente consegna della propria vita al progetto di Dio. Si tratta di un itinerario spirituale che tutti i credenti sono chiamati a percorrere, seppure con una sequenza diversa, in vari momenti della propria vita di fede.
25 marzo: udienza . In piazza San Pietro illuminata dal sole il clima è di festa, in tutti c’è molta gioia. Quattro rappresentanti del nostro gruppo (120 partiti insieme, altri 10 si sono uniti) sono scelti per un saluto personale al santo Padre. E’ ben visibile lo striscione che ricorda Notizie e l’impegno ad “usare parole disarmate e disarmanti”. Il tempo di attesa è in parte utilizzato per ricordare ancora con gratitudine i contributi straordinari di ciascun papa alla vita della Chiesa e della società.
25 marzo, ore 13.30: Santa Messa in San Pietro . Siamo raccolti nella cappella del coro; è la festa della Annunciazione. Si ascoltano e si commentano le parole di Maria: a Nazareth: “Eccomi, si compia in me secondo la tua parola”; e a Cana: “Qualunque cosa vi dica voi fatela”: parole ascoltate da noi come un riassunto di tutto il cammino di un credente.
Ora guardiamo avanti.
Domenica 12 aprile, ore 17, in Seminario a Carpi: nuova assemblea con immagini e dialogo su impressioni e passi nuovi nelle scelte personali di adesione al Vangelo.
Questa cronaca tralascia tanti momenti e contenuti anche importanti: alcuni li troveremo su questo numero di Notizie; altri li abbiamo ascoltati – o ascolteremo – nei racconti dei partecipanti o nella prossima assemblea.
Possiamo solo anticipare, qui di seguito, due riflessioni raccolte l’8 marzo ben prima di partire.
“Avevo immaginato una semplice gita a Roma. Adesso sono molto più contenta e mi attendo di più: mi aspetto una verifica della mia fede” (una pellegrina).
“Nella chiesa c’è una storia millenaria, sorprendente; davanti ad iniziative del genere partecipo sempre volentieri. Mi metto in ascolto; mi aspetto delle conoscenze che illuminino di più il mio cammino” (un non credente).
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Roma città dell’incontro
Il pellegrinaggio della comunità di Carpi e Modena
TESTIMONIANZE
Il 24 e il 25 marzo resteranno due giorni scolpiti nella memoria delle 120 persone che, dalle varie parrocchie della Diocesi di Carpi e di Modena- Nonantola, hanno partecipato al pellegrinaggio a Roma curato da don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti per il 40° anniversario del settimanale diocesano Notizie. Abbiamo chiesto ad alcune di loro di condividere ricordi, emozioni e suggestioni del viaggio e dell’udienza con Papa Leone XIV.
Padre Célestin Mbuama Ngalamulume Il parroco di San Francesco e San Nicolò dal Papa: “Ho chiesto la sua benedizione”
Padre Célestin Mbuama Ngalamulume, parroco di San Francesco e di San Nicolò, era nella delegazione che ha incontrato Papa Leone e ha potuto trattenersi con lui per un breve dialogo. “Mi sono semplicemente presentato al Santo Padre – racconta – . Gli ho detto che vengo dalla Repubblica Democratica del Congo, che appartengo alla Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri, fondata da padre Giacomo Cusmano a Palermo, e che sono in missione nella Chiesa di Carpi, pastore delle comunità parrocchiali di San Francesco e di San Nicolò. Ho aggiunto che quest’anno ricordo il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale per questo gli ho chiesto una benedizione su di me e su tutte le persone che mi sono affidate. Lui mi ha ascoltato attentamente e ha risposto: ‘Grazie a te! Certamente, ti benedico’. E’ stata per me, ovviamente, una grande emozione”.
Paola Lunardi Ha rappresentato, il lavoro “a prevalenza femminile” che si svolge a Notizie. “Una grande gioia, non me l’aspettavo!”
Con grande sorpresa “pensavo che ci fossero persone più importanti di me” commenta con un sorriso Paola Lunardi, collaboratrice di Notizie e webmaster del sito della Diocesi di Carpi, ha accolto l’invito ad incontrare, con il direttore Luigi Lamma, padre Célestin e Roberto Andreotti, Papa Leone in piazza San Pietro, dopo la catechesi. “Nessuno di noi era preparato a questo momento – spiega -, il direttore Lamma aveva chiesto che il 40° di Notizie fosse citato nei saluti durante l’udienza, cosa che è avvenuta, ma, ripeto, non ci aspettavamo di avere la possibilità di andare al ‘baciamano’, come viene chiamato. Per questo, mi piace dire, con una battuta, che non avevamo neppure l’abbigliamento consono per presentarsi dal Santo Padre, solo gli abiti da viaggio con il nostro fazzoletto da pellegrini!”. Quando, dopo un’attesa non breve – tante erano le persone che il Papa doveva salutare – è stata finalmente la volta della delegazione del pellegrinaggio da Carpi, Paola, emozionatissima, era al fianco del direttore Lamma, che ha consegnato al Santo Padre la cartellina con la stampa delle prime pagine di Notizie pubblicate in occasione delle visite in Diocesi di Carpi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. “Il Papa mi ha stretto la mano – racconta – . Quando il direttore gli ha detto ‘siamo della Diocesi di Carpi’, il Santo Padre, puntando il dito ha esclamato: ‘ah, è quello striscione che ho visto là davanti, siete voi!’. Padre Célestin, invece, si è trattenuto un attimo più a lungo con il Papa”. Un momento, dunque, di grande intensità per Paola, che ha potuto vedere da vicino il grande lavoro che viene svolto “dietro le quinte” per organizzare e gestire, in ogni dettaglio, le udienze generali con il Santo Padre: “Mi sono resa conto di quanto sia difficile ascoltare tutti, accontentare tutti, spostarsi da una parte e dall’altra, … Insomma, essere Papa è molto impegnativo ed è per questo che l’ho visto affaticato, nonostante la sua naturale gentilezza”. Com’è intuibile, sottolinea Paola, “è stata una gioia rappresentare, insieme al direttore Lamma, il lavoro che si fa a Notizie, un ambiente a prevalenza femminile. Per me, inoltre, è il ventesimo anniversario di quando sono entrata a far parte di questa ‘grande famiglia’. Aggiungo che sono lieta di poter lavorare in una realtà dove si parla di fede, della vita della Chiesa, dei tanti semi di bene presenti nelle nostre comunità che meritano di essere conosciuti – conclude – . Un impegno che Notizie porta avanti costantemente da quarant’anni”.
Roberto Andreotti In 120 da Carpi per ascoltare il Santo Padre: “Un’emozione che si può solo vivere”. Il dono dell’incontro
La preparazione del viaggio e l’accompagnare 120 amici all’udienza papale sono stati un’esperienza impegnativa, che hanno richiesto mesi di organizzazione e che difficilmente si riescono a racchiudere in poche parole. È stato un percorso fatto di incontri, attese, sorrisi, condivisione e, soprattutto, di fede vissuta insieme. Fino dalla partenza del 24 marzo, sul piazzale della stazione dei treni di Carpi, si percepiva un clima particolare: volti gioiosi e pieni di speranza, storie diverse, ma un unico desiderio nel cuore: incontrare il Santo Padre. Durante il viaggio in treno ho avuto modo di ascoltare molti pellegrini: ognuno portava con sé qualcosa, una preghiera di speranza, un ringraziamento o, talvolta, una fatica. In tutto questo si respirava una grande umanità. Il momento dell’udienza è stato intenso per tutti. Vedere il Papa da vicino, ascoltare le sue parole e sentirsi parte di una comunità così grande ha lasciato un segno profondo; molti partecipanti mi hanno confidato emozioni difficili da esprimere a parole.
Personalmente, ho ricevuto il dono inatteso di potermi avvicinare a Papa Leone XIV e di stringergli la mano. Quando alcuni amici pellegrini mi hanno chiesto cosa si provasse in un momento simile, ho faticato a trovare una risposta. Poi ho detto semplicemente: “È un’emozione che solo vivendola si può descrivere”. Ed è davvero così: un istante breve, ma carico di significato, in cui si percepisce tutta la forza di un incontro che va oltre le parole.
Tornando a casa, porto con me i volti degli amici, le loro storie e la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di grande. Non è stato solo un viaggio, ma un’esperienza di fede che continua a vivere nel cuore di ciascuno di noi.
Così come nei sei pellegrinaggi giubilari vissuti nel 2025 insieme a circa 360 persone – amici, come mi piace chiamarli – sento di poter dire ancora una volta che il vero miracolo sta nella gioia dello stare insieme, condividendo con rispetto e amore gli stessi valori e le stesse speranze. Uomini e donne, che inizialmente non si conoscevano, scoprono, passo dopo passo, il dono di un’esperienza che li unisce profondamente: nel cammino condiviso nasce una comunione autentica, che affonda le sue radici nel Vangelo e riconduce ciascuno a Cristo e al Padre comune.
Arrigo Po “Non più stranieri, ma familiari di Dio”. Al cuore della Chiesa
Il pellegrinaggio organizzato in corrispondenza del 40ennio di Notizie ha raccolto 120 persone della Diocesi e di altri territori vicini, guidate da don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti.
Il giorno precedente l’udienza con Papa Leone XIV è stato speso per visitare luoghi significativi per la fede, come la chiesa di Santa Croce di Gerusalemme, dove è stata anche celebrata la Messa e poi la chiesa di Sant’Ignazio ed altri luoghi di rinomanza turistica come Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Pantheon, Piazza Navona. La giornata dell’udienza ha impegnato il gruppo in una “maratona” di 6 ore (dalle 7.30 alle 13.30) la mattina del 25 marzo. Alle 10, Papa Leone è entrato in piazza San Pietro, a bordo della papamobile e, dopo alcuni giri nella piazza, ha iniziato il discorso dalla postazione al centro della parte rialzata della piazza.
“La pace sia con voi”: così il Pontefice ha dato inizio al suo intervento, in un momento in cui la parola “Pace” risuona non come formula liturgica ma come speranza viva e dolorosa al tempo stesso. Una parola che ha caratterizzato fin dai primi momenti il suo pontificato.
Papa Leone XIV ha parlato del capitolo 3 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium, che descrive la forma gerarchica della Chiesa. Il discorso è stato preceduto dalla lettura di Ef 2,19-20: Così, dunque, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.
I ministri, ha detto Papa Leone, sono al servizio del popolo di Dio affinché questo giunga alla salvezza. I primi ministri furono gli apostoli, su cui Gesù fondò la Chiesa e a cui Egli stesso diede il mandato di pascolare il gregge. I successori degli apostoli, i vescovi, proseguono questo mandato fino alla fine dei tempi. Inoltre, Gesù diede a Pietro il ruolo di custode dell’unità tra i vescovi. Il dono dello Spirito Santo a Pentecoste consentirà ad essi di testimoniare a tutti i popoli quanto Gesù aveva loro rivelato.
Quindi la gerarchia nella Chiesa non è una invenzione organizzativa umana, ma una scelta di Gesù.
Il sacerdozio dei fedeli, la partecipazione del sacerdozio di Cristo, si esplica nell’azione dei vescovi e, in misura subordinata, di presbiteri e diaconi. Preghiamo Cristo perché i pastori effettuino questo servizio (ministero) in modo collegiale, esercitando verso i fratelli la carità che fu di Cristo, con esempi e testimonianze. Essi lavorano per il bene di tutti i battezzati.
Conclusa l’udienza, con diverse traduzioni nelle lingue dei molti fedeli presenti, il gruppo di Carpi si è predisposto per l’ingresso in Basilica, alle 13.30: la messa nella Cappella del Coro è stata una bella opportunità per pregare insieme e ringraziare il Signore del dono ricevuto.
Federico Coppi ‘Un sussulto di gioia in piazza San Pietro: il mio primo pellegrinaggio tra fede e condivisione.
Arte, preghiera e comunità
Il pellegrinaggio a Roma con Notizie è stata un’esperienza intensa ed emozionante da vari punti di vista. Il programma ricco di visite ad opere d’arte e di profondi momenti di preghiera mi ha permesso di visitare la città in maniera più coinvolgente e accurata. Il pellegrinaggio, inoltre, ha imposto anche dei sacrifici e delle accortezze, che lo hanno reso a tutti gli effetti un cammino fatto insieme. Le messe e soprattutto l’Udienza generale del Santo Padre sono stati eventi che mi hanno fatto crescere nella Fede e di approfondirla. È stato il primo pellegrinaggio della mia vita e spero di farne degli altri, perché le condizioni in cui vengono vissuti aiutano a rendersi conto delle proprie forze e debolezze, della necessità dell’uomo di affidarsi agli altri e di socializzare con loro. Tra questi elementi ci sono, per esempio, la stanchezza, il doversi arrangiare in autonomia e con quello che si trova, l’adattarsi stando sempre dietro il gruppo anche quando si vorrebbe visitare più a lungo un monumento o una chiesa. Infatti, sui nostri foulard c’era proprio scritto: “Camminando insieme”. E questa semplice frase ci dimostra che in qualsiasi situazione dobbiamo affidarci all’altro, e l’altro ha bisogno di affidarsi a noi. Il fatto di camminare insieme per Roma e per il Vaticano con, sulla schiena, la scritta citata sopra, è stata una testimonianza anche per le altre persone che ci hanno visti. La più grande emozione che ho provato durante il pellegrinaggio è stata la gioia fortissima, che mi ha quasi provocato un sussulto, quando Papa Leone XIV è passato con la papamobile e ci ha benedetti: ci ha guardati e ha fatto il segno di croce delle benedizioni con le mani. La presenza del Santo Padre e le sue parole mi hanno inevitabilmente fatto crescere e riflettere nella Fede. Vedere da così vicino il Pontefi ce è stata una sensazione indescrivibile: è una persona per cui provo un grande rispetto e stima; sin dalla sua elezione lo ho seguito il più possibile, soprattutto tramite i social, e vedere e sentire dal vivo il Vicario di Cristo e Successore di Pietro mi ha fatto rendere conto del grande dono che il Signore mi ha fatto. Un aspetto che ho molto apprezzato è stata la presenza, quasi costante e per la maggior parte del pellegrinaggio, della guida, che ci ha spiegato dettagli e caratteristiche delle chiese e dei monumenti che abbiamo visitato, offrendoci una panoramica ampia e strutturata su Roma.
Marina Colli e Walter Lugli Il viaggio dell’anima: tornare alle radici per ritrovare la speranza. “L’abbraccio di Pietro”
Cosa ci ha spinto a partecipare al pellegrinaggio a Roma in marzo? Ogni tanto si sente il bisogno di occasioni speciali, di una esperienza più intensa da cui attingere energia spirituale che nel vortice della quotidianità talvolta non riesci a percepire. E poi stabilire un contatto visivo diretto con colui che adesso ha il ruolo di guida della Chiesa per sentirlo ancora più familiare. Non sempre ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo: la vicinanza con un luogo santo come Roma, la città che san Pietro ha stabilito come sede della Chiesa fondata su Cristo. È stato un breve viaggio che ci ha ricondotti alle radici della nostra fede, a riflettere su cosa la fondiamo e su come la viviamo, insieme agli altri, come comunità. È una allegoria della vita: si parte con un programma che può subire cambiamenti e qualche imprevisto, dove ti rapporti con altre persone, tante! Luoghi pieni di meraviglia e di forte valore spirituale e alla fine sei contento di aver sopportato quella fatica perché sai che ti ha arricchito e continuerà a dare i suoi frutti se la coltivi dentro di te e ogni tanto la richiami nel cuore. Abbiamo ancora bisogno dei segni della grazia di Dio: le reliquie, per esempio, la catechesi del mercoledì, le celebrazioni liturgiche – che bella la Messa in san Pietro! – ma soprattutto a Roma c’è la Chiesa tutta: i pastori e tanti fratelli da ogni dove e di ogni lingua testimonianza di una Chiesa vivace e colorata segno di speranza per il mondo intero.
Maria Silvia Cabri. Diario di una giornalista pellegrina: l’onore di raccontare la fede. “Notizie” in piazza San Pietro
Ho vissuto questo pellegrinaggio nella duplice veste di fedele e di giornalista. Come credente, sapevo che mi aspettava l’incontro con Papa Leone XIV; come giornalista di Notizie, avevo l’orgoglio, l’onore e l’onere di rappresentare, insieme al mio direttore Luigi Lamma, e ai cari colleghi Paola Lunardi e Daniele Losi, la testata che da ben quaranta anni dà voce alla Diocesi di Carpi, e della quale faccio parte con grande gioia. I giorni precedenti la partenza sono stati ricchi di progetti e immaginazione: l’alba che ci ha accolti alla stazione ferroviaria di Carpi è stata il segno tangibile dell’emozione che ci attendeva. Una sensazione fatta di tante sfumature: quando si parte per un’esperienza nuova, non si sa mai cosa ci attende. Ora posso dire di avere conosciuto tanti amici e amiche, con cui ho condiviso un pezzo di vita, di strada. Di cuore. Volti noti, che fanno parte della mia quotidianità, ma soprattutto persone nuove che ho incontrato. Dal treno, all’autobus, la celebrazione delle Messe, e poi i momenti conviviali, il pianoforte che riempie di note la serata in attesa del grande giorno. Sveglia alle 5.30, piazza San Pietro, in prima fila: quando è passato Papa Leone, proprio davanti a me, ero in videochiamata con la mia Mamma. Non avrebbe potuto esserci Dono più grande. È straordinario come la Fede unisca: accanto a me c’era una coppia di coniugi irlandesi, venuti all’udienza per i 60° compleanno del marito. All’arrivo del Pontefice hanno pianto, e io ho ammirato una unione così bella. Le parole del Papa, poi tradotte nelle varie lingue, hanno animato la Piazza, così come i saluti, e – lo ammetto – specie quello rivolto a “Notizie”: il nostro striscione campeggiava in prima fila con l’orgoglio di tutti. È incredibile come ci si trovi “fratelli”: quando ho salutato i vicini irlandesi, è stato spontaneo abbracciarci e commuoverci insieme. E non importa se non ci rivedremo più: quell’attimo eterno di gioia infinita è stato condiviso con loro. Un rimpianto? Non averlo potuto vivere dal vivo con i miei genitori, ma per fortuna la tecnologia (il cellulare e la diretta televisiva) ha accorciato le distanze. I pellegrinaggi sono “collage” di tanti momenti: la preghiera, la riflessione. La condivisione, la conoscenza e, sì, l’amicizia, sentimento molto nobile. Dunque, il mio grazie va a Notizie, al mio direttore, a chi crede in me come giornalista, agli impareggiabili curatori del pellegrinaggio, don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti, ai nostri fazzolettoni rossi e gialli, alle guide Simona e Veronika, e ai compagni e compagne di viaggio: sono partita da sola con il mio trolley e sono tornata con la rubrica del cellulare molto più ricca di numeri di telefono. Il che significa persone, sorrisi, ricordi, abbracci. Anche sotto la pioggia battente che ci ha accolti a Carpi al nostro ritorno: bagnati, ma davvero felici.
Pellegrine della parrocchia di Santa Croce Tra il saluto del Papa e il commovente incontro con Sorella Daniela. Cuore e spirito in viaggio
Partecipare al pellegrinaggio a Roma è stata un’esperienza che ci ha donato certamente una occasione di rinnovamento interiore. Al tempo stesso, ci ha dato il senso della grande comunità di Carpi che ha letto, vissuto e, per i più “adulti”, anche assistito alla nascita del settimanale cattolico cittadino della nostra Diocesi, Notizie. Non un semplice giornale, ma un vero e speciale strumento per l’incontro, l’informazione e la formazione delle comunità.
Roma è stata vissuta assieme alle speciali spiegazioni di Simona, una accurata e precisa guida, che ha reso alle chiese, alle cattedrali, ai monumenti, alle fontane ed alle immensità artistiche della Capitale un senso particolare. Il significato del “pellegrino” di una fede che non è statica ma che è sempre in movimento e non si ferma mai.
Nel cuore ci sono rimaste, molto speciali ed importanti, le riflessioni di don Carlo Malavasi durante le Messe celebrate in Santa Croce in Gerusalemme, con “Le sette parole di Gesù dalla Croce”, e nella basilica di San Pietro, sul ruolo di Maria.
L’emozione di partecipare all’udienza del mercoledì con Papa Leone XIV è stata fortissima. Il Pontefice, passando in mezzo alle persone, sorridente e benevolo, è riuscito a fare percepire con forza il suo “abbraccio” a tutti i fedeli del mondo. Inoltre, l’incontro, in ogni angolo della piazza, con persone di paesi diversi, e l’ascolto di lingue non conosciute ha permesso di percepire la vastità della Chiesa unita dalla stessa fede.
Noi della parrocchia di Santa Croce, però, abbiamo aggiunto a questi momenti già pieni di emozioni, un incontro speciale che ci ha regalato una grazia in più. Abbiamo, infatti, incontrato Sorella Daniela appartenente alle Sorelle di Santa Cecilia, la quale per oltre 35 anni ha prestato servizio alla scuola cattolica Matilde Cappello, e soprattutto è stata presente nelle comunità prima di Santa Croce e poi anche in quella di Gargallo, come risorsa preziosa per la vita pastorale e comunitaria e presenza attiva, portando, assieme alle consorelle, calore e vicinanza alle famiglie e alla collettività.
La presenza delle Sorelle di Santa Cecilia nelle comunità di Santa Croce e Gargallo, di cui sorella Daniela ne fu la primizia, non è solo funzionale, ma rappresenta un punto di riferimento spirituale e di dedizione alla comunità, un ruolo fondamentale di apostolato attivo e di affiancamento attivo ai sacerdoti nella pastorale.
Barbara Sabellico Il cammino verso Roma: un segno concreto di Chiesa viva e aperta. Insieme per ritrovarsi
Il pellegrinaggio a Roma del 24 e 25 marzo, promosso e sostenuto dal nostro vescovo Erio Castellucci, ha rappresentato per la comunità di Carpi un momento di intensa spiritualità e di profonda comunione ecclesiale. Circa 120 persone tra fedeli, sacerdoti, religiosi e famiglie hanno risposto con entusiasmo all’invito, partecipando con gioia all’incontro con Papa Leone XIV, vissuto come un segno concreto di unità e rinnovamento nella fede. Nel suo intervento, il Santo Padre ha parlato con forza della gerarchia della Chiesa, richiamando la sua natura di servizio e corresponsabilità. “Essere parte della Chiesa – ha detto – significa vivere la differenza dei ruoli con armonia, non come distanza”; parole che hanno trovato profonda risonanza tra i pellegrini, toccati dal Suo invito a sentirsi comunità viva, capace di testimoniare l’amore di Cristo nella quotidianità.
Il pellegrinaggio si è così configurato come un segno di comunione tra le Diocesi di Carpi e Modena-Nonantola, un’occasione per rinnovare lo spirito di corresponsabilità e di servizio che caratterizza la vita ecclesiale. L’attenzione del vescovo, sempre sensibile ai cammini di fede ed alla pastorale familiare, ha permesso di rendere questo incontro non solo un evento spirituale, ma anche una esperienza di comunità aperta ed accogliente.
Tra i partecipanti alcuni come me – stanno vivendo un percorso di riflessione e riavvicinamento alla Chiesa attraverso l’esperienza dell’Amoris Laetitia, condotto dal diacono Stefano Zerbini e sua moglie Brunetta insieme a volontari di Mirandola.
Questo cammino, che si muove nel solco anche della pastorale voluta da Papa Leone XIV, aiuta a comprendere meglio la dimensione familiare e comunitaria della fede.
L’incontro con il Pontefice ha lasciato un segno profondo nei cuori dei pellegrini, confermando la bellezza di sentirsi parte di una Chiesa viva, che cammina insieme nella gioia del Vangelo e nella certezza che ogni gesto di comunione è già annuncio di speranza.
Sara Albertazzi “Il battito del cuore in Piazza San Pietro: cronaca di un viaggio indimenticabile”. Pellegrini verso la Luce
Il viaggio a Roma, con il nostro gruppo di pellegrini, è stato davvero emozionante. Prima di tutto la nostra capitale è meravigliosa e unica: ovunque tu vada ti senti immerso nella storia del mondo. In più avevamo due guide fantastiche, Simona e Veronika, che ci hanno accompagnati durante le giornate e ci hanno raccontato ogni angolo della città nei minimi dettagli e con tutto il cuore, in modo che ogni cosa che vedevamo diventasse ancora più magica. Ma oltre a Roma in sé, bellissima, l’emozione più importante è stata quella di vivere insieme a tutto il gruppo la visita in San Pietro e l’incontro con Papa Leone XIV. Era mercoledì 25 marzo, una bella giornata di sole: siamo arrivati presto in piazza ed abbiamo preso posto per seguire l’evento. Il Santo Padre era sorridente e molto accogliente come lo sento sempre io. Ha salutato i presenti, e accolto bambini, delegazioni da tutto il mondo e sposi. Essere in un luogo così meraviglioso, insieme al Papa, è stata veramente un’esperienza unica che mi ha fatto sentire molto vicina a Dio. Dopo l’incontro siamo entrati nella Basilica ed abbiamo partecipato a una messa speciale con i nostri don Carlo e padre Célestin, in una cappella stupenda. Usciti dal Vaticano abbiamo proseguito le nostre visite alle chiese, dove abbiamo potuto anche vedere la tomba di Papa Francesco e alcune reliquie attribuite a Gesù che mi hanno emozionata davvero tanto. Devo dire che questo pellegrinaggio mi ha lasciato tante soddisfazioni ed emozioni. Grazie a chi ci ha offerto questa possibilità e grazie a Dio di essere stato sempre accanto a noi anche in questo viaggio, come in ogni giorno della nostra vita.
Rita Arletti
Spalla a spalla nella gioia: quando il pellegrinaggio diventa famiglia. Insieme sotto lo sguardo di Lui
Il mio “pellegrinaggio” è iniziato in Terrasanta nel 2023, sempre con don Carlo Malavasi, e con un gruppo che in quei giorni è diventato la mia famiglia. E continua tuttora, con questa tappa di Roma che, a pochi giorni dalla Settimana Santa, ha assunto una valenza del tutto particolare. Infatti, considerato che da lì a poco avremmo ricordato l’istituzione della chiesa e del ruolo di Pietro, ritrovarmi davanti al suo odierno successore, mi ha dato una grande forza! Il sorriso dolce e materno di Leone XIV, tutti vicini, affettuosamente spalla a spalla, ha poi creato un’atmosfera di gioia collettiva! Intorno a me sentivo un misto di emozioni e di preghiere, ognuno con la propria personale croce, solo un po’ più leggera grazie alla condivisione con gli altri, sotto lo sguardo di Lui. sco prima della messa, come tradizionale richiamo rivolto ai fedeli per l’imminente inizio della celebrazione. Andrò anche al pellegrinaggio ad Assisi, nei 110 anni della mia parrocchia”.
Francesco Gallone Sozzigalli, dove le campane suonano a mano per Leone XIV. La fede in un rintocco
“Il pellegrinaggio a Roma, culminato con l’udienza con Papa Leone XIV, è stata un’esperienza importante di comunione che ha rinnovato e rinforzato il legame di noi tutti con la Chiesa universale”. Francesco Gallone, 34 anni, parrocchiano di Sozzigalli, fornaio di professione e campanaro per passione, nel 2016, in occasione del centenario della chiesa dedicata a San Bartolomeo Apostolo, ha regalato alla sua parrocchia una campana molto speciale, in cui è incisa l’immagine di Papa Francesco. Grazie a Francesco, la parrocchia di Sozzigalli è l’unica a livello locale in cui le campane vengono suonate manualmente. “Ero già stato due volte in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo con don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti, e questo viaggio ultimo, con l’udienza dal Papa, si pone a perfetta ‘conclusione’ di un percorso che mi ha segnato molto”. Gallone, sabato 26 aprile 2025, durante le esequie di Papa Francesco, ha fatto risuonare a lutto le campane della chiesa, all’inizio e alla fine della liturgia funebre, in simultanea con quelle della basilica di San Pietro. Così come le ha fatte risuonare per dare il benvenuto a Papa Leone XIV l’8 maggio dell’anno scorso. “Ogni domenica – continua Francesco Gallone – suono le campane della chiesa e, in particolare, faccio riecheggiare quella dedicata a Papa Francesco
Vania Veronesi – Una carezza del Padre
Prendere parte al pellegrinaggio per l’Udienza Papale del 25 marzo scorso è stato come ricevere una carezza del Padre. Quelle carezze che arrivano sempre nella vita, proprio quando hai attraversato un po’ di tempeste e finalmente trovi un po’ di pace e tranquillità. Da poco in pensione, dopo mesi di dura riabilitazione per infortunio, essere stata in grado di partecipare al Pellegrinaggio è stata per me una sorta di rinascita. Quindi sono partita con fiducia e serenità con la missione di ringraziamento e anche con la convinzione di speranza per portare le preghiere di alcune persone fortemente messe alla prova da gravi malattie. Poi come sempre lo stupore dell’inatteso! La bellezza della parola “insieme”! Un pellegrinaggio è sempre una grande emozione ma un pellegrinaggio comunitario amplifica ogni cosa, rende vero il Vangelo – “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono Io in mezzo a loro” – e questo è avvenuto anche a Roma! Persone mai conosciute con cui siamo stati in contatto solamente due giorni e con cui, ritrovate in città al ritorno, ci siamo abbracciate e cercate come se fossimo insieme da tutta una vita e ad ogni incontro trovavo negli occhi di ognuno la luce della gioia. Ovviamente l’Udienza di Papa Leone XIV è stata un’emozione fortissima: ascoltare la catechesi direttamente dalle parole del Vicario di Cristo in Terra, colui che insegna proprio come insegnava Gesù ai suoi discepoli, e sentirsi in quel momento proprio come loro, scelti per nome per portare Gesù al mondo, ognuno con la propria missione. A nessuno è richiesto di più di ciò che non potrà fare. Al ritorno il cuore in subbuglio. Tanta bellezza, tanto amore e il timore di non esserne all’altezza, ma la certezza del sorriso del Papa, che era il sorriso del Padre, che come sempre ci esortava a non avere paura perché non saremo mai soli.

Le pellegrine della parrocchia di Santa Croce con suor Daniela


Francesco Gallone


da sinistra Maria Silvia Cabri, Rita Arletti e Sara Albertazzi

Il saluto a Papa Leone XIV della delegazione carpigiana Da sinistra Luigi Lamma, Paola Lunardi, padre Célestin Mbuama Ngalamulume e Roberto Andreotti Ph Vatican Media – Notizie

da sinistra Federico Gavioli con Federico Coppi
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Roma – 24 e 25 marzo 2026 con il nostro vescovo Erio
INCONTRO CON PAPA LEONE
Inizia il conto alla rovescia per il pellegrinaggio diocesano a Roma che si terrà il 24 e 25 marzo. Domenica 8 marzo presso la parrocchia del Corpus Domini c’è stato il secondo incontro di preparazione guidato da don Carlo Malavasi e Roberto Andreotti. Sono stati forniti i dettagli tecnici del viaggio e comunicato il programma definitivo con la consegna delle radioline per le visite guidate e le informazioni per la partecipazione all’udienza del mercoledì di papa Leone XIV anche per chi si unirà al gruppo solo mercoledì mattina.
Il pellegrinaggio a Roma e l’udienza con Papa Leone, accompagnati dal vescovo Erio Castellucci, si terranno nel 40° compleanno di Notizie settimanale della Diocesi di Carpi.
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