Pellegrinaggio regionale ad Assisi, per l’ostensione delle spoglie di San Francesco, e a Cascia
di Virginia Panzani

Pellegrinaggio Regionale a Cascia
Con San Francesco e Santa Rita per essere presenza feconda, ciascuno secondo il proprio stato di vita, al servizio del Vangelo e del prossimo. E’ stata un’esperienza di autentica ricarica spirituale il pellegrinaggio regionale dell’Unitalsi Emiliano-Romagnola ad Assisi e a Cascia, il 15 e 16 marzo scorsi, per i 180 pellegrini presenti, fra cui una trentina con la Sottosezione di Carpi, a bordo di tre pullman attrezzati per le persone con disabilità e i malati. Particolarmente toccante la preghiera presso le spoglie di San Francesco in occasione dell’ostensione nella basilica inferiore, in mezzo a tantissime persone provenienti da varie parti del mondo. Alcuni hanno poi raggiunto il santuario della Spogliazione per un “saluto” all’amatissimo San Carlo Acutis, di cui in questa chiesa sono esposti al culto i resti mortali. Molto sentita anche la visita ai luoghi di Santa Rita a Cascia, dove è stato possibile fermarsi più a lungo per pregare e meditare insieme.
Parola ai pellegrini: un percorso di crescita
“Assisi ha un suo fascino, oggi ancora di più con le spoglie di Francesco. Mi si è allargato il cuore vedendo così tanta gente presente. Mi dico: se il Signore ancora fa muovere tutta questa gente allora siamo in una botte di ferro”. “Incontrare le spoglie di San Francesco è un modo per renderlo vivo in mezzo a noi: avvicinatomi a lui con questo pensiero ho incontrato il Francesco che da secoli veneriamo, ricco di talenti, che ha messo a frutto grazie a Dio. Oggi rifletto sui miei talenti”. “Ho sempre trovato grande coerenza tra la vita di San Francesco ed il Vangelo di Gesù; nell’amore verso i piccoli, per il creato. Ad Assisi allora ho incontrato Gesù e ritorno a casa con il pensiero chiaro della ‘perfetta letizia’. Prego che nella mia vita le lamentele si trasformino in un cammino positivo, in un ringraziamento; che le cose faticose da accettare mi aiutino in un percorso di crescita”.
“Giornata bellissima a Cascia, da Santa Rita. Apprezzo molto la bellezza dello stare insieme in gruppo, ma soprattutto l’occasione di riflettere sulla vita della Santa che è riuscita a fare cose impossibili, grazie alla fede che l’ha accompagnata. Dico a me stesso di avere fede per credere che è possibile superare le difficoltà che ci sembrano ‘impossibili’”. “Vivo un’esperienza meravigliosa. Per la prima volta da Santa Rita; come se mi chiamasse qui da lei”. “Santa Rita mi ha riempita di gioia e sento da lei un grande aiuto”. “Tutti insieme con aspettative esaudite. Assisi sempre bellissima; Cascia uno stupore che mi ha emozionato: la storia di Rita mi rimarrà nel cuore”.
Francesco e Rita sono di tutti noi
Tutto si è svolto bene e con serenità durante il pellegrinaggio, il trasporto, le visite, la preghiera, i momenti condivisi. “Tutti siamo cresciuti con San Francesco nel nostro bagaglio culturale e spirituale – commenta Enrico Bellentani, presidente dell’Unitalsi di Carpi – e un ‘pezzetto’ di lui è presente in ognuno. C’è chi lo sente vicino per la povertà, chi per la piccolezza, chi per il servizio, chi per la cura del creato, chi per la semplicità, e così via. Abbiamo percepito ad Assisi che Francesco non solo è vivo ma è davvero di tutti!”. A Cascia, aggiunge, “si respira una spiritualità non meno coinvolgente ma più legata alla dimensione della famiglia, ci si affida a Santa Rita per le situazioni più diffi cili, con la piena fiducia che possa comprenderle perché le ha vissute in prima persona”. Un’eredità spirituale, quella di Francesco e di Rita, che ricorda a tutti i credenti come la santità non sia un ideale astratto, ma una strada concreta e percorribile, scegliendo “la pace disarmata e disarmante” dell’umiltà, del perdono e del servizio. Come ha scritto una pellegrina: “Davanti al corpo di San Francesco, consumato dalla sofferenza e dal tempo ero impressionata dai tanti pellegrini in cammino verso di lui. Ho sentito viva la speranza nel popolo cristiano di ricercare la santità nelle cose semplici, essenziali. Sono sicura che lui stesse pregando per noi. La mia preghiera al Signore e a Maria è di mandarci tanti San Francesco. Grazie a tutti i partecipanti vicini in amicizia; specie per i ragazzi fragili. Grazie ad Unitalsi: insieme, mano nella mano, possiamo metterci in viaggio verso la santità”.








