Dall’assemblea di inizio anno pastorale il tema della formazione ora passa nei cinque vicariati
L ’esclamazione della samaritana, “ mi ha detto tutto quello che ho fatto ”, coglie il centro dell’annuncio di Gesù. La donna non è rimasta colpita tanto dalla richiesta di acqua da parte del Signore, o dallo scambio di battute sul luogo in cui adorare Dio, quanto dal fatto che lui è entrato nella sua vita e l’ha svelata; l’ha fatto senza metterla sul banco degli imputati, senza condannarla, come invece avevano l’abitudine di fare tutti gli altri. La vita tumultuosa della samaritana ha incrociato la parola misericordiosa del Signore.
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La Chiesa italiana, a conclusione del Cammino sinodale durato quattro anni, ha scelto di mettere in primo piano la formazione cristiana, intesa come iniziazione all’esperienza di fede, in un intreccio di Vangelo e vita. La direzione è stata indicata da Papa Leone XIV con queste parole: “ Iniziare alla vita cristiana è un processo che deve integrare l’esistenza nei suoi vari aspetti, abilitare gradualmente alla relazione con il Signore Gesù, rendere le persone confidenti nell’ascolto della Parola, desiderose di vivere la preghiera e di operare nella carità. Occorre sperimentare, se necessario, strumenti e linguaggi nuovi, coinvolgendo nel cammino le famiglie e cercando di superare un’impostazione scolastica della catechesi ” (19 settembre 2025). Il documento finale dell’Assemblea del Cammino sinodale accoglie l’invito del Papa, che era già maturato nelle proposte delle diocesi: “ Molte Chiese locali auspicano un profondo rinnovamento dei percorsi di iniziazione cristiana, che valorizzi tutte le dimensioni della vita cristiana (celebrativa, caritativa, orante: cfr. At 2,42), il coinvoilgimento della famiglia, la molteplicità dei linguag gi ed esperienze, le potenzialità racchiuse nei diversi periodi dell’anno liturgico, accompagnando bambini e ragazzi, giovani e adulti nella progressiva maturazione dell’atto di fede ”. Il documento auspica poi il rinnovamento degli “ strumenti per i percorsi iniziatici per le diverse età, specialmente per i bambini e i ragazzi, adottando un modello di formazione integrale che abbia un’attenzione particolare alla dimensione mistagogica ed esperienziale, faccia conoscere e vivere pratiche virtuose di vita cristiana (luoghi di spiritualità, arte, testimoni e santi), favorisca l’incontro con l’altro, la cura delle relazioni, l’educazione alla prossimità, l’ascolto e l’accoglienza dei più vulnerabili, dia centralità alla domenica e permetta di approfondire in modo esperienziale gli aspetti fondamentali dell’esistenza umana e cristiana che si intrecciano con l’anno liturgico (speranza, nascita, corpo e affetti, dolore e morte, vita eterna, spiritualità, comunità) ” (Lievito di pace e di speranza, 25 ottobre 2025, n. 55).
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Muovendoci sulla linea del Papa e della Chiesa italiana, nelle nostre diocesi proveremo a rinnovare l’annuncio a famiglie, bambini ragazzi, giovani e adulti. Cercheremo di adottare gradualmente una catechesi “integrale”, dove l’annuncio dottrinale sia immerso nelle proposte esperienziali, dove cioè la formazione cristiana aiuti ad entrare in tutte e quattro le dimensioni dell’esperienza di fede vissute dalle prime comunità cristiane, che “ erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere ” (At 2,42): una fede creduta e professata, vissuta nella fraternità, celebrata nella liturgia, pregata nella comunità. Il sussidio “Il dono dell’acqua e del pane”, che corrisponde sostanzialmente alla Lettera pastorale del 2019-2020 per l’Arcidiocesi di Modena intitolata “Se tu conoscessi il dono di Dio!” (la cui diffusione fu poi bloccata dalla pandemia da Covid-19) propone una prospettiva integrale della formazione cristiana. Quella Lettera pastorale si riferiva prevalentemente all’iniziazione dei bambini e dei ragazzi, mentre ora, mantenendo l’impostazione esperienziale, intendiamo allargare la proposta alle altre fasce d’età, specialmente ai giovani e agli adulti, singoli e famiglie, rilanciando anche la pratica del “Vangelo nelle case”. Il sussidio digitale www.passidivita. net, che sarà presentato in ciascuno dei cinque vicariati nei prossimi giorni, sosterrà questi percorsi di formazione integrale in tutte le nostre comunità.
+ Erio Castellucci
Il Vangelo nella vita
A Modena si è svolta l’assemblea interdiocesana con la presentazione delle linee pastorali dedicate alla formazione
“Gesù chiedeva ai suoi discepoli solo due cose: seminare e ascoltare. Così dovremmo fare anche noi se vogliamo coltivare degli incontri significativi”. Così il vescovo Erio Castellucci si è espresso nel corso dell’assemblea interdiocesana, tenutasi nella chiesa parrocchiale di Gesù Redentore sabato 19 settembre. L’appuntamento – dal titolo “Mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4, 29-39) – ha ripreso il tema dell’Iniziazione cristiana, già affrontato nella convocazione di metà giugno.
Il commento
A don Giacomo Violi, direttore del Servizio di apostolato biblico e di formazione teologica, il compito di aprire l’incontro con un commento esegetico-pastorale del brano evangelico della donna samaritana che incontra Gesù al pozzo. “Gesù non aspetta la samaritana – commenta –, ma la incontra al pozzo, disarmato da pregiudizi morali, sociali e religiosi. Il Signore è disarmato, incontrabile e umile – aggiunge –. Anche le nostre fragilità possono diventare il luogo in cui Dio ci raggiunge”.
Le testimonianze
Prima dell’intervento del Vescovo sono state illustrate sette esperienze pastorali esemplificative di quello che dovrà essere l’impegno delle comunità nel prossimo anno: il Vangelo nelle case, una catechesi esperienziale, la formazione nelle associazioni Azione Cattolica e Agesci, la catechesi con l’arte, la presenza tra le persone con disabilità e l’assistenza spirituale agli ammalati.
Il Vescovo
“La formazione cristiana è quando il Vangelo inconputati, la vita – ha commentato monsignor Castellucci, citando l’incontro tra Gesù e la samaritana –. La donna non è rimasta colpita tanto dalla richiesta di acqua da parte del Signore o dallo scambio di battute sul luogo in cui adorare Dio, quanto dal fatto che lui è entrato nella sua vita e l’ha svelata; l’ha fatto senza metterla sul banco degli imtra senza condannarla, come invece avevano l’abitudine di fare tutti gli altri”. Per l’arcivescovo, l’impegno pastorale dev’essere incentrato “sulla relazione più che sulle strutture”. Con la “fine della cristianità” – ha osservato monsignor Castellucci – la Chiesa ha l’opportunità di “adottare gradualmente una catechesi integrale, dove l’annuncio dottrinale sia immerso in proposte esperienziali” ispirate alle prime comunità cristiane che “erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare del pane e nelle preghiere” (At 2,42). A tale riguardo, è stato distribuito ai presenti il sussidio “Il dono dell’acqua e del pane”, che corrisponde alla Lettera pastorale 20192020 che non ebbe seguito per il lockdown. Il sussidio – spiega Castellucci – parla dell’Iniziazione cristiana, che ora si allarga a più fasce d’età, il portale www. passidivita.net, un sussidio a sostegno dei “percorsi di formazione integrale nelle comunità” che sarà presentato in ciascuno dei cinque vicariati nel mese di ottobre.
I Vicariati
Nell’occasione sono intervenuti i Vicari territoriali che hanno condiviso le prime attività svolte nei territori di loro competenza: don Alberto Zironi per Modena e Nonantola, don Andrea Zuarri per Carpi, don Daniele Bernabei per Mirandola- Finale Emilia, don Luca Fioratti per la Pedemontana e don Martino Lofek per la Montagna. Per ora i Vicariati sono un grande cantiere aperto tra situazioni già consolidate in termini di collaborazioni (Modena e Carpi) e le altre più da costruire, si rileva l’entusiasmo dei laici coinvolti nei vari servizi.
Gli appuntamenti
A chiudere alcune comunicazioni di monsignor Maurizio Trevisan, vicario episcopale per la pastorale, in particolare la preghiera interdiocesana per la pace, che si terrà il 4 ottobre, solennità di san Francesco d’Assisi, a Carpi, nella chiesa di San Nicolò e il convegno del Servizio Tutela Minori che si terrà, sempre a Carpi, il 28 novembre.












