Plasmando la materia

Alla mostra “RamificAzioni”, svoltasi nell’ambito di AiaFolkFestival, un atelier d’arte in dialogo con l’ambiente

di Virginia Panzani

“Seminiamo bellezza”: in sintonia con il tema 2026 di AiaFolkFestival, promosso da Coro Mondine di Novi Aps, e in concomitanza con la Sagra del Patrono San Michele Arcangelo, la mostra “RamificAzioni – UrbanLandArt si è tenuta per la seconda volta nei Giardini della parrocchia di Novi. Un percorso espositivo a cui hanno dato vita oltre una trentina di autori e il gruppo della “Cascina degli Artisti”. All’inaugurazione, nella mattinata di sabato 26 settembre, sono intervenuti il coordinatore artistico, Carlo Moretti, Francesca Manzini, direttrice del Museo Civico “Il Correggio” e curatrice del catalogo, la presidente del Coro Mondine, Manuela Rossi, e Diego Zanotti, responsabile organizzativo di AiaFolkFestival. Presenti molti degli artisti che, insieme a Moretti, hanno illustrato le loro opere, realizzate attraverso diversi linguaggi espressivi, tecniche e materiali, in modo da porsi in dialogo con il luogo che le ha accolte, secondo l’intento che da sempre anima RamificaAzioni. E’ per questo che l’edizione 2026 non poteva non avere fra i suoi rimandi anche l’ottavo centenario della morte di San Francesco, a suggerire un ulteriore stimolo alla riflessione sul rapporto fra uomo e creato. Inoltre, durante i giorni della mostra, alcuni degli artisti hanno lavorato “in diretta” nello spazio espositivo trasformandolo in un atelier “en plein air”, per usare un’espressione cara agli impressionisti.

Fra le opere di soggetto sacro, nella chiesa nuova si è potuto ammirare la “Sacra Famiglia”, eseguita a sgraffio su intonaco da Ermanno Poletti, artista reduce, pochi giorni fa, da una menzione di qualità al 53° Premio Suzzara. La formella di Umberto Gan-dolfi dal titolo “Piccoli passi” raffigura San Francesco che si china ad osservare con stupore l’uccellino che è ai suoi piedi, un invito a cogliere la bellezza autentica che le piccole cose sanno offrire. Con la tecnica di cottura e lavorazione della ceramica Raku, di origine giapponese, è stata realizzata “Cantoria” di Agostino Salsedo – ceramista che ha collaborato alla creazione della linea delle piastrelle Versace – , preziosa formella con un vivace gruppo di angeli cantori. E poi ancora la terracotta “Madre Teresa di Calcutta” di Azeglio Bertoni, un intenso ritratto da cui emerge, vivissimo, il busto della Santa nel suo inconfondibile atteggiamento di preghiera. Tutte creazioni plasmate coniugando sapientemente abilità manuale, padronanza dei mezzi, e ricerca espressiva.

In questo senso, riallacciandosi alle radici di Aia-FolkFestival, che affondano nella cultura popolare contadina, la dottoressa Manzini, nel suo intervento, ha proposto un significativo parallelismo tra terra e arte. Come la terra, accogliendo il seme, restituisce una materia nuova, che porta la traccia di chi l’ha lavorata, così la creazione artistica parte dai materiali per poi restituirli trasformati in qualcosa che genera nuovi significati e interpretazioni.