Premio Focherini 2026 al giornalista Nello Scavo

A Nello Scavo, inviato di Avvenire, la seconda edizione del Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa

di Luigi Lamma

Considero questo riconoscimento che mi avete tributato non solo un premio ma un mandato e di questo vi ringrazio”. Con queste parole Nello Scavo, inviato di Avvenire, ha accolto il conferimento del “Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa”. Giunto alla seconda edizione il premio è stato istituito per iniziativa dell’Associazione Stampa Modenese, della Fondazione Fossoli e della Diocesi di Carpi, per attualizzare la memoria del giornalista e amministratore dell’Avvenire d’Italia. Grazie ad una video intervista raccolta qualche giorno fa da Beirut, dove attualmente si trova, Scavo ha potuto raccontare quali sono oggi i rischi più gravi che limitano il lavoro del giornalista e di conseguenza la libertà di stampa e di informazione come diritto dei cittadini in un paese democratico. Proprio il rapporto tra democrazia e libertà di stampa è fortemente messo in discussione anche nei paesi democratici, attraverso l’introduzione di leggi e di norme che di fatto condizionano soprattutto l’accesso alle fonti delle informazioni. Nel congedarsi dal pubblico che lo ha seguito con attenzione Scavo ha ricordato una frase del maestro degli inviati Bernardo Valli, per il quale il giornalista con i suoi articoli scrive la prima bozza della storia. Riferendosi poi all’istituzione del premio e al convegno ha affermato: “Vi ringrazio per questa iniziativa importante perché è un contributo alla salvaguardia del buon giornalismo che è fatto di presenza, di testimonianza, di vicinanza, della fatica di mettere insieme le parole, di raggiungere luoghi difficili…”.

Il convegno
La premiazione e la testimonianza di Nello Scavo si è inserita all’interno del convegno dal titolo “Libertà di stampa e democrazia: testimoni di ieri e di oggi” che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di giornalisti convenuti nel pomeriggio di venerdì 10 aprile al Campo di Fossoli di Carpi. Un appuntamento formativo promosso dalla Fondazione Fossoli e dall’Associazione Stampa Modenese, in collaborazione con alcune sigle professionali: la Fondazione Ordine Giornalisti dell’Emilia Romagna, l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana), la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), l’ASER (Associazione Stampa Emilia Romagna) e il quotidiano Avvenire. L’inizio del convegno è stato preceduto dalla visita al Campo guidata da Francesco Manicardi, giornalista e nipote di Focherini. Dopo i saluti della presidente del Campo Fossoli Manuela Ghizzoni, del sindaco di Carpi Riccardo Righi, della consigliera regionale Ludovica Ferrari e dell’arcivescovo di Modena-Nonantola e di Carpi Erio Castellucci, si sono succeduti gli interventi del presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno e della segretaria generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Alessandra Costante, sullo stato della libertà di stampa in Italia oggi. Una realtà che desta preoccupazione perché strettamente collegata all’urgenza di un adeguato riconoscimento economico e contrattuale a chi decide di svolgere la professione: “Un giornalista che racconta – ha ammonito Costante – è più pericoloso di una bomba. Quanto accaduto a Gaza dove sono morti più di duecento giornalisti è una ferita gravissima alla libertà di stampa”. Momento forte del convegno il dialogo, introdotto e moderato dal teologo e saggista Brunetto Salvarani, tra Emanuele Fiano, attuale presidente del Comitato scientifico della Fondazione Fossoli e Safwat Kahlout, giornalista palestinese, inviato di Al Jazeera a Gaza e corrispondente di altre agenzie di stampa. Da un lato il dramma di chi è chiamato a vivere, per non dire a sopravvivere, in un contesto tragico come quello della distruzione di Gaza e nello stesso tempo, per lavoro e per dovere sente la responsabilità di raccontare al mondo quanto accade. Con il paradosso che poi il mondo non crede perché ritenuta un’informazione “di parte”: “dov’è la libertà di stampa qui in occidente? Siamo stati lasciati soli, – ha affermato Kahlout – centinaia di giornalisti sono morti a Gaza mentre qui da voi si discuteva se c’era genocidio o no”. Emanuele Fiano ha aiutato a riconoscere la complessità della questione israelo-palestinese evidenziando che ogni volta che la politica rinuncia alla ricerca della pace prendono forza in modo lacerante gli estremismi in ognuna delle parti. Oggi purtroppo siamo a questo punto, con la pace molto lontana perché mancano “nemici capaci di mettersi a dialogare”, che è l’unico modo per far terminare i confl itti. C’è bisogno di dialogo, di disarmare i cuori e le parole per coltivare la speranza, per poter dare un futuro ad intere generazioni di bambini che da troppo tempo, dall’una e dall’altra parte, non sanno cosa vuol dire crescere in libertà. Così l’eredità del beato Focherini continua a far germogliare semi di libertà e di pace, i frutti del suo martirio.

La premiazione di Nello Scavo

Da sinistra: Francesco Zanotti (Ucsi), Fabio Montella (Fondazione Fossoli), Alessandra Costante (Fnsi), Francesco Manicardi (Familiari Focherini), Silvestro Ramunno (ODG Emilia-Romagna), i premiati Thomas Trenchi e Alex Giuzio, Luigi Lamma (Ufficio comunicazioni Diocesi Carpi), Pier Paolo Pedriali (Asm).

Il saluto di monsignor Erio Castellucci

Francesco Manicardi guida la visita al Campo di Fossoli

https://youtu.be/I-lk0YrQJkE

Silvestro Ramunno

La novità dell’edizione 2026 del Premio per la libertà di stampa “O. Focherini” è stata l’istituzione di un concorso giornalistico rivolto a giornalisti precari under 40 che hanno presentato i loro articoli su temi di rilevanza sociale, in particolare sul precariato: ad aggiudicarsi i primi due premi Alex Giuzio di Ravenna e Thomas Trenchi di Piacenza. Il Comitato promotore del Premio è costituito da: Fondazione Fossoli, Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Diocesi di Carpi, Familiari di Odoardo Focherini, Associazione stampa modenese (Asm) – Associazione stampa Emilia-Romagna (Aser), Unione cattolica della stampa italiana (Ucsi) Emilia-Romagna, enti che hanno poi nominato la giuria presieduta da Silvestro Ramunno, con Paolo Maria Amadassi, Luigi Lamma, Fabio Montella, Francesco Manicardi e Paolo Tomassone. Il vincitore ha ricevuto un contributo di 1.500 euro, più l’iscrizione alla scuola di Alta formazione giornalistica di Assisi, per il corso 2026, messa a disposizione dall’Ucsi. Al secondo classificato un contributo di 1.000 euro. Entrambi i premiati avranno inoltre l’iscrizione annuale gratuita all’Aser con tutti i ser vizi sindacali annessi. I premi in denaro sono stati messi a disposizione dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e dalla Fondazione Fossoli.

Nel dettaglio il primo classificato, Alex Giuzio, ha presentato un insieme di articoli di elevata qualità, che affrontano il tema del precariato, in particolare nel lavoro turistico in Riviera romagnola. A questo si aggiunge un’inchiesta originale sulle trasformazioni in atto nella società, raccontate dalla prospettiva della trasformazione agricola in una frazione di Comacchio (Fe). Il secondo classificato, Thomas Trenchi, ha condotto inchieste originali e radicate nel territorio emiliano romagnolo, portando alla luce realtà lavorative spesso poco visibili, principalmente nell’ambito della logistica. Di valore giornalistico elevato, e garbo stilistico, anche la “storia” della violinista di origini Rom entrata al Conservatorio di Piacenza.