Siate luci di pace

La festa per i 70 anni del Carpi 1 alla presenza del vescovo Erio

di Luigi Lamma

Luoghi e persone, volti e storie, che si cercano e si ritrovano, anche se solo per qualche ora, ognuno con addosso un pezzo di quei 70 anni, vissuto per gioco ma per scoprire poi che è stato molto più di un gioco o di un’avventura spensierata. Domenica 10 maggio all’Oratorio Eden tutti gli scout e le guide del Carpi 1 sono stati invitati a rinnovare le loro promesse, anelli di una catena ininterrotta, iniziata in quell’ormai lontano 6 maggio 1956, con un prete entusiasta e sette ragazzi desiderosi di seguirlo. Ovviamente non c’erano tutti domenica all’Eden, in alcune centinaia si sono ritrovati nei mesi scorsi per le cene delle varie annate, ma il colpo d’occhio del cerchio che si è formato attorno al solenne pennone dell’alzabandiera era di quelli che lasciano il segno. “Don Nino e tanti altri, che ci guardano dal cielo, saranno contenti” ha ricordato il vescovo Erio all’inizio dell’omelia. E’ vero, c’è di che essere contenti e da ringraziare per ciò che lo scautismo ha seminato e ha prodotto a beneficio di famiglie e comunità, ma soprattutto perché ancora oggi ci sono giovani che si spendono per donare ai più piccoli la possibilità di vivere questo grande gioco e di lanciarsi nell’avventura della vita. Certo la giornata meritava di essere baciata dal bel sole di maggio, che nei giorni scorsi ha rinvigorito la fioritura del roseto che fa da sfondo al solidissimo altare dedicato a don Nino, ma lo stesso il cielo plumbeo ha trattenuto la pioggia fino al primo pomeriggio. Così il programma della mattina si è svolto all’aperto o sotto i portici del grande cortile, i vari laboratori, le mostre, la visita alle sedi, fino alla cerimonia dell’alzabandiera, con il rinnovo della promessa scout che ha avuto come protagoniste le prime coccinelle e guide nel 50° delle loro promesse, ed infine la messa al campo presieduta dal Vescovo insieme all’assistente don Tinu e al diacono Arrigo Po, anche lui scout nel Carpi 1. Nel mentre l’esperto nucleo cucina predisponeva per il pranzo comunitario che ha visto la partecipazione di oltre 150 commensali. “Chi crede in Gesù – ha detto mons. Castellucci rivolgendosi a tutti i presenti – rimane sempre giovane nel cuore”, allo stesso modo si rimane giovani se lo spirito scout, con tutto il suo vissuto, continua ad ispirare scelte e comportamenti, oltre ad alimentare il valore dell’amicizia e della fraternità. “Scrivete la storia con la penna di Dio, perché così non sarà cancellata” è stato il mandato che don Erio ha affidato a tutti, scout e guide di ieri e di oggi, perché la missione non è cambiata “lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.