Pellegrinaggio parrocchiale in Polonia: una quarantina i partecipanti guidati da don Michele nei luoghi di storia e di fede
di Don Michele Chojecki*
Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri nell’intensità dei legami che creano. Dal 28 maggio al 1° giugno scorsi, quaranta parrocchiani della nostra comunità si sono messi in cammino verso la Polonia. Non si è trattato di una semplice vacanza, ma di un vero e proprio pellegrinaggio dello spirito, un’esperienza progettata e vissuta insieme che ha trasformato un gruppo di singoli passeggeri in una comunità unita, capace di condividere gioie, preghiere, riflessioni e commozione.
Da Cracovia ad Auschwitz, passando per Wieliczka
Il volo serale da Bologna ci ha proiettati nel cuore di Cracovia, accogliendoci nel silenzio della notte polacca. Ma è dal mattino successivo che il viaggio ha preso il suo ritmo profondo. Camminare per le vie di Cracovia, respirare la sua storia millenaria e celebrare la Santa Messa ha posto le fondamenta del nostro stare insieme: la liturgia non era più un momento isolato della domenica, ma il baricentro delle nostre giornate, la linfa che dava senso a ogni passo.
Il terzo giorno ci ha messi di fronte ai contrasti più profondi dell’esperienza umana. Al mattino, la discesa nelle maestose profondità della miniera di sale di Wieliczka ci ha incantati, mostrandoci la bellezza che l’ingegno e la fede dei lavoratori hanno saputo scolpire nel buio della terra. Nel pomeriggio, quel buio si fatto interiore e drammatico con la visita ad Auschwitz. Camminare tra quei blocchi, nel silenzio irreale di un luogo che ha conosciuto il culmine del dolore umano, ci ha scossi profondamente. Le emozioni vissute tra quei fili spinati non si dimenticano; ci siamo stretti gli uni agli altri, trovando nella vicinanza fraterna la forza di reggere l’impatto con il mistero del male, portando nel cuore una preghiera corale di riconciliazione e di pace.
Wadowice con Giovanni Paolo II, la Divina Misericordia
La domenica è stata invece una giornata interamente radiosa, un tuffo nelle sorgenti della spiritualità contemporanea. A Wadowice, sui passi di San Giovanni Paolo II, abbiamo respirato l’aria della sua infanzia, scoprendo il lato più umano e quotidiano di un Papa che ha cambiato la storia. Nel pomeriggio, dopo una sosta suggestiva all’abbazia benedettina di Tyniec affacciata sulla Vistola, abbiamo raggiunto il culmine spirituale del pellegrinaggio: il Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki e la Basilica di San Giovanni Paolo II. Qui abbiamo celebrato la Santa Messa. È stato un moè mento di grazia straordinario: affidare le fatiche, le speranze e le famiglie della nostra parrocchia all’amore misericordioso di Dio ci ha fatti sentire profondamente amati e inviati. La forza della fraternità, camminando insieme
Al di là delle visite e dei monumenti, ciò che porteremo nel cuore sono soprattutto i legami rafforzati durante questi giorni. I pasti condivisi, le conversazioni durante gli spostamenti, le risate, le emozioni e le preghiere vissute insieme hanno contribuito a costruire una comunione autentica. Siamo partiti come un gruppo di persone e siamo tornati sentendoci ancora più comunità.
Questo pellegrinaggio ci ha ricordato che la fede è un cammino da percorrere insieme. Tornati alle nostre case, conserviamo la gratitudine per quanto vissuto e il desiderio di continuare a costruire relazioni fraterne, sostenuti dalle testimonianze incontrate lungo il percorso. La Polonia ci ha accolti con la sua storia e la sua spiritualità; noi siamo tornati arricchiti nel cuore e nella fede.
*Parroco












