Nella Giornata di preghiera per le vocazioni, le testimonianze delle Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima
Domenica 26 aprile, la quarta del tempo di Pasqua, detta “domenica del buon Pastore”, si celebra la 63ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Nel messaggio per la ricorrenza, dal titolo “La scoperta interiore del dono di Dio”, Papa Leone invita famiglie, parrocchie, comunità religiose, vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti, educatori e fedeli laici, “a impegnarsi sempre di più nel creare contesti favorevoli” affi nché tale dono “possa essere accolto, nutrito, custodito e accompagnato per portare abbondante frutto”: “Solo se i nostri ambienti splenderanno per fede viva, preghiera costante e accompagnamento fraterno, la chiamata di Dio potrà sbocciare e maturare, diventando strada di felicità e salvezza per ciascuno e per il mondo”.
Le Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima hanno ricordato nell’autunno scorso i quarant’anni di presenza a Carpi, una delle prime realtà in cui l’istituto, fondato nel 1978 a San Vittorino di Roma, ha messo radici. Nelle testimonianze che pubblichiamo alcune delle religiose che sono state e sono in servizio nella città dei Pio raccontano il loro cammino di crescita spirituale e umana al fianco dei carpigiani. Testimonianze di donazione gioiosa a Dio e al prossimo che, lo scorso 10 aprile, le Oblate hanno portato anche al cinema Eden al termine della proiezione del film “Los Domingos”.
V.P.
Suor Alfonsina Lepore
La Diocesi di Carpi ha segnato l’inizio della mia avventura apostolica di giovane suora e il completamento dei miei studi teologici. Questi ultimi hanno caratterizzato profondamente la mia preparazione: ricordo con gioia le serate passate alla Scuola di Teologia in Seminario, i vari professori che con grande preparazione e zelo ci hanno consegnato le loro conoscenze e un grande amore alla Chiesa, Nostra Madre. L’aver mosso i primi passi apostolici nella Parrocchia del Corpus Domini sotto la guida di don Carlo Bulgarelli, mi ha aiutata a comprendere cosa significhi concretamente trasmettere il Vangelo alle nuove generazioni con l’entusiasmo e il talento unico del Parroco che in quegli anni fu chiamato dal Signore a miglior vita, lasciando nella comunità un grande vuoto. Ritornare a Carpi dopo circa trent’anni dalla mia prima venuta è stato un rinnovare i ricordi e riconoscere come la Chiesa cammina. Un nuovo inizio, una nuova casa, per me una “nuova” parrocchia in cui testimoniare la gioia di seguir-Lo… una novità tutta ancora da scoprire e da vivere, nella certezza che solo Lui può fare nuove tutte le cose!
Suor Teresa Iezzi
Sono nella comunità di Carpi dal 2022 e lavoro come insegnante di religione nell’Istituto Sacro Cuore. L’esperienza, fin dai primi giorni, è stata molto positiva perché mi ha permesso di vivere relazioni ad ampio raggio con ragazzi, colleghi e genitori, di esprimere quell’aspetto più bello e più semplice del nostro carisma Oblato: quello della prossimità, in qualsiasi situazione, con il Cuore tenero di Maria, attenta e premurosa verso le necessità dei fratelli. La scuola Sacro Cuore ha rappresentato, e rappresenta, sempre più un modello di accoglienza e di prossimità, una vera famiglia educante e questo ha favorito, per il mio essere suora Oblata, il passaggio da uno svolgere un lavoro a un servizio agli altri, soprattutto ai bambini e ragazzi che necessitano di maggiore attenzione. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che il Signore ha posto sul mio cammino qui a Carpi, don Massimo Dotti, il dirigente scolastico Claudio Cavazzuti, tutti i colleghi, i ragazzi e le loro famiglie per tutto quello che ho ricevuto da ciascuno. L’accoglienza, ancor più importante quando si inizia ad operare in una nuova realtà apostolica, rappresenta la garanzia che il nostro camminare insieme è secondo il Cuore di Cristo.
Suor Daniela Boer
Mons. Elio Tinti, vent’anni fa, chiedeva al nostro Istituto un nuovo ser vizio in Diocesi – nuovo anche per l’Istituto – : occuparsi dell’assistenza religiosa-spirituale nell’Ospedale cittadino, affiancando il Cappellano. Così la mia esperienza in Diocesi è stata, ed è, rimanere accanto alla persona che soffre, a chi l’assiste e ai familiari, come Maria presente sotto la Croce di Gesù, ma anche di ogni uomo, perché colgano anche per un solo istante la Presenza di Dio che li ama perché li vuole salvare. Servizio complesso, non sempre “facile”, ma veramente pieno della Grazia e della bellezza di Dio che non finisco di ringraziare perché mi ha permesso di viverlo in questa Diocesi.
Suor Celeste Campobasso
Dal 2000 al 2014 ho vissuto a Carpi. Dopo aver terminato gli studi universitari a Roma, sono stata trasferita e così è iniziata un’esperienza lunga 14 anni, che porto ancora oggi viva nel cuore. Carpi è stata la mia prima Comunità. Qui ho mosso i primi passi come insegnante di Religione: prima nella Scuola Sacro Cuore, poi nelle Scuole statali e infine all’IIS A. Meucci. Sono stati anni intensi, ricchi di incontri, crescita, relazioni profonde e testimonianze vissute nella quotidianità. Anni segnati da amicizia, stima e gratitudine reciproca, legami che continuano ancora oggi, nel tempo. Durante quegli anni ho conosciuto anche il mondo dello scautismo, grazie al gruppo Carpi 1. Mi è stata data la possibilità di avvicinarmi a questa realtà educativa, che mi ha subito coinvolta e appassionata, tanto da continuare ancora oggi il mio cammino scout con entusiasmo e dedizione.
Un grazie particolare va a don Massimo Dotti, che mi ha accompagnata nella scoperta dell’oratorio Eden: un luogo speciale, pieno di vita, dove ho potuto toccare con mano la bellezza dell’educazione, dell’ascolto, dell’incontro. Un vero “scatolone” colmo di opportunità, esperienze e relazioni che formano.
Non è stato facile lasciare Carpi dopo 14 anni. Ma guardandomi indietro, non posso che ringraziare il Signore per tutto ciò che mi è stato donato: una tappa fondamentale del mio cammino personale, umano e spirituale, che ancora oggi illumina il mio presente.
Suor Irene Morgan
Ricordo con gioia e ringrazio il Signore di avermi dato l’opportunità di vivere insieme un pezzo di strada (anni 2010-2016) collaborando con i sacerdoti e i parrocchiani del Duomo, a servizio dei ragazzi/ e dell’Agesci (Lupetti e Coccinelle) e dei loro Capi, del Centro d’ascolto della Caritas parrocchiale e soprattutto degli anziani della parrocchia. Assicuro a tutti voi il ricordo nella mia preghiera!











