Nella memoria del Patrono si riscoprono le tradizioni: la Messa solenne e il momento conviviale con i papà
di Virginia Panzani
Una comunità che si ritrova, prega e festeggia riscoprendo le proprie radici. Tanti hanno partecipato alla Messa solenne in onore di San Giuseppe, lo scorso 19 marzo, alle 19, per rinnovare l’affidamento della parrocchia al proprio patrono e protettore. Erano presenti tutte le età: dai giovani delle associazioni, agli adulti e agli anziani, e, naturalmente, i papà in occasione della loro festa.
La liturgia è stata presieduta dal parroco don Carlo Bellini, affiancato dal coadiutore don Sylvain Ngala Ndeb, e dai diaconi Paolo Arena, Francesco Roggiani e Roberto Tamelli, e animata dai canti del coro parrocchiale.
Dopo la Messa, la solennità ha lasciato spazio all’allegria: si è tenuto infatti in canonica un momento conviviale con i dolci tipici della festa del papà, le zeppole di San Giuseppe, che i padri presenti – e non solo loro – hanno gustato con entusiasmo.
“La festa del nostro patrono si è arricchita in questi anni anche della presenza dei parrocchiani originari del sud Italia, ad esempio dalla Campania, dalla Puglia e dalla Sicilia – commenta don Bellini -. Sono loro che, oltre alla devozione che si mantiene molto sentita per San Giuseppe, hanno portato la tradizione dei dolci tipici delle regioni di provenienza”. Il parroco ricorda inoltre il valore “sociale” che la festa riveste in altre parti d’Italia: “Sappiamo che nel meridione c’è l’usanza di celebrare la memoria di San Giuseppe anche a tavola, con una cena di dodici portate a base di cibi locali preparati di ‘magro’, pesce, legumi e verdure, una sorta di banchetto offerto ai poveri della comunità”.
Una tradizione che forse, un giorno, potrebbe approdare anche a Carpi: “Come parrocchia questa cena sarebbe forse un po’ impegnativa da realizzare. Per ora abbiamo iniziato con le zeppole, in un prossimo futuro si vedrà”, commenta, con un sorriso, don Bellini, che aggiunge: “Vorrei sottolineare però, più di tutto, la bella partecipazione alla Messa, il clima di preghiera. Questo fa ben sperare per una ricorrenza che forse aveva bisogno di essere valorizzata con rinnovato slancio”. Come dire che ciò che rimane, al termine della festa, è la consapevolezza di un legame da ritrovare sempre più nella fede e nella comunione.











