Vicinanza sempre più condivisa

Nella Messa per la Giornata del malato a Modena, il vescovo Erio ha istituito le Cappellanie ospedaliere

di Virginia Panzani

Domenica 15 febbraio il vescovo Erio Castellucci ha presieduto la Santa Messa per la Giornata del malato presso la parrocchia Regina Pacis a Modena. Durante la liturgia, concelebrata da sacerdoti delle Chiese di Modena- Nonantola e di Carpi, fra cui don Riccardo Paltrinieri, direttore del Servizio interdiocesano di pastorale della salute, della disabilità e della consolazione, mons. Castellucci ha istituito ufficialmente le Cappellanie degli ospedali di Carpi, Mirandola, Policlinico, Baggiovara, Pavullo e Vignola.

Molto partecipata la celebrazione, con i malati, i loro famigliari e accompagnatori, e i volontari delle realtà ecclesiali che operano in ambito socio-assistenziale. Fra queste ultime l’Unitalsi di Modena e di Carpi e il Cvs (Centro Volontari della Sofferenza) di Modena, che hanno animato la Messa.

“L’istituzione delle Cappellanie – spiega Dante Zini, incaricato per la pastorale della salute – rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso, maturato a partire dall’esperienza pastorale vissuta per anni accanto ai degenti. Negli ultimi mesi la pastorale della salute, insieme a don Riccardo Paltrinieri e agli assistenti spirituali dei diversi presìdi, ha approfondito contenuti e finalità di questo servizio – sottolinea – fino alla definizione dello Statuto diocesano, dei decreti istitutivi e al conferimento del mandato ufficiale ai membri. La Messa interdiocesana ha così segnato il compimento di un cammino condiviso, affidando al Signore il servizio ai malati ricoverati”.

Le Cappellanie costituisco-no lo strumento ordinario con cui la Chiesa esercita la propria vicinanza nelle strutture sanitarie. “Offrono assistenza umana, spirituale e religiosa cattolica all’interno degli ospedali – afferma il dottor Zini – , operando in convenzione con le Aziende sanitarie secondo la normativa regionale. Ne fanno parte sacerdoti, diaconi, religiose e laici nominati dal Vescovo, coordinati da un responsabile; accanto a loro collaborano volontari che ricevono uno specifico mandato episcopale”.

Priorità dell’impegno è la prossimità ai malati, alle loro famiglie e agli operatori sanitari, attraverso l’ascolto, l’accompagnamento spirituale, la celebrazione dei sacramenti e l’annuncio del Vangelo. “Il lavoro in équipe, sotto la guida di un coordinatore – sottolinea Zini – è indicato come modello ordinario di presenza accanto ai sofferenti: una modalità che la Chiesa auspica di promuovere non solo negli ospedali, ma anche nelle strutture socio-sanitarie, nelle case di riposo e nel territorio”.

Anche nelle parrocchie si incoraggia la costituzione di gruppi dedicati alla visita e alla cura dei malati, perché, conclude Zini, “l’attenzione ai più fragili diventi sempre più responsabilità condivisa dell’intera comunità cristiana. Con le nuove Cappellanie, le Diocesi intendono rafforzare una presenza che, nella discrezione e nella fedeltà quotidiana, rende visibile la vicinanza della Chiesa a chi vive la prova della malattia”.

Dopo la Messa, nei locali della parrocchia, si è tenuto un momento conviviale, organizzato da Unitalsi e Cvs.

Le Cappellanie degli ospedali di Carpi e di Mirandola
All’ospedale Ramazzini di Carpi, la Cappellania è composta da padre Gerardo Kongolo, che è il cappellano, da suor Daniela Boer, dai diaconi Stefano Croci e Giorgio Lancellotti, e da due laiche, Antonella Bigarelli e Sonia Boni. La Cappellania dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola vede la presenza del cappellano, don Jean-Marie Vianney Munyaruyenzi – che è anche assistente dell’Unitalsi – e di suor Teresa Locatelli.