Prati Mons. Artemio

Mons.
Artemio
Prati
Presbitero defunto
Pontenure (PC)
21-02-1907
15-03-1930
Piacenza

Mons. Artemio Prati è deceduto il 4 marzo 2004.

Note biografiche

Artemio Prati
(1953 – 1983)

Originario della diocesi di Piacenza, dove nasce a Pontenure il 21 febbraio 1907, frequenta il seminario piacentino, compie gli studi superiori al Collegio Alberoni e diventa sacerdote il 15 marzo 1930, consacrato dall’arcivescovo Ersilio Menzani.

Consegue la laurea in teologia e insegna nel seminario di Bedonia fino al 1935, quando è chiamato a reggere la parrocchia di Casaliggio di Gragnano. Dopo tre anni di ministero diventa parroco di Salsomaggiore e Cameriere segreto di Sua Santità.

Durante la seconda Guerra mondiale si spende a favore della Comunità di Salsomaggiore rischiando in prima persona per il bene del proprio gregge; tutela l’incolumità del paese e dei suoi abitanti, senza sottrarsi al rischio di un’esposizione diretta.

A Salsomaggiore trascorre i primi anni del Dopoguerra nei quali contribuisce al rifiorire della città, rimanendo sempre vicino ai bisognosi e adoperandosi per il bene comune.

Il 31 dicembre 1952 Pio XII lo elegge vescovo di Carpi come successore di Vigilio Federico Dalla Zuanna. Viene consacrato a Salsomaggiore il 24 febbraio 1953 dal cardinale Adeodato Giovanni Piazza, assistito dallo stesso Vigilio Federico Dalla Zuanna e da monsignor Umberto Malchiodi e fa il suo solenne ingresso a Carpi il 29 marzo dello stesso anno.

Durante il suo trentennale ministero episcopale ha saputo imprimere una propria linea di governo, evidente nel motto che accompagna il suo stemma: impendam et superimpendar; un impegno mantenuto costante e vivo, teso al progredire della diocesi, dei sacerdoti e dell’intera comunità.

Partecipa al Concilio Vaticano II lasciando agli atti numerosi interventi, amministra per un breve periodo la diocesi di Guastalla e ricopre diverse cariche a livello regionale.

In diocesi erige otto nuove parrocchie e vede la costruzione delle chiese di San Bernardino Realino, San Giuseppe Artigiano, Sant’Antonio in Mercadello e del Corpus Domini.

Indice due Congressi Eucaristici, uno mariano e uno liturgico e compie sei visite pastorali. Favorendo la predicazione al popolo e desiderando far giungere il messaggio cristiano a tutta la diocesi, promuove giubilei e missioni popolari, con particolare attenzione alla conclusione del Concilio Vaticano II, dal quale trae entusiasmo e attenzione verso la Chiesa, Cristo, l’Eucarestia e la Madonna, che proclama “Madre della chiesa carpense” già il 29 maggio 1956.

Conscio dell’età e dell’impegno che comporta la reggenza di una chiesa, rimette il mandato nella mani del Sommo Pontefice, che lo accoglie il 7 aprile 1983. In diocesi continua a collaborare con i successori, offrendo il proprio servizio e coadiuvandoli nel ministero episcopale.

I suoi ultimi anni a Carpi sono circondati dall’affetto di sacerdoti e fedeli.

Avanti negli anni e nell’impossibilità di continuare il servizio in diocesi, decide di ritirarsi a Piacenza, dove muore il 4 marzo 2004, dopo una lunga esistenza spesa nel Signore.

Funerato solennemente a Carpi, alla presenza di arcivescovi e vescovi, autorità civili e militari e da un’imponente presenza di fedeli, è sepolto in cattedrale.
(Da Storia della Chiesa di Carpi)

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