Mons. Bassano Staffieri è deceduto il 31 luglio 2018.
Note biografiche:
Bassano Staffieri
(1989 – 1999)
Nato a Zorlesco di Casalpusterlengo il 6 settembre 1931, Bassano Staffieri completa la sua formazione teologica nel Seminario di Lodi e viene consacrato sacerdote dal vescovo Tarcisio Vincenzo Benedetti il 9 giugno 1955.
Inizia il servizio presbiterale a Nosadello, e successivamente è destinato come vicario alla parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice di Lodi; due anni dopo è nominato direttore della “Casa della Gioventù” e assistente del Centro Sportivo Italiano.
“Don Nino”, come familiarmente viene chiamato, è attento ai giovani e alle famiglie, per le quali si prodiga, favorendo un reciproco rapporto di dialogo e di amicizia. Apre un alloggio per ragazzi immigrati lontani dalla famiglia, spesso guardati con sospetto ed emarginati. Coglie i segni positivi del loro disagio e li concretizza, offrendo aiuto morale e materiale.
In seguito ricopre la carica di assistente diocesano della Gioventù di Azione Cattolica, insegna religione nelle scuole medie e negli istituti superiori della città fino alla nomina a rettore del Collegio vescovile. Proiettato in ambienti educativi diversi in anni in cui le contestazioni sono all’ordine del giorno, sa equilibrare gli animi e vivere in sintonia e serenità con gli allievi, nei quali lascia un ricordo di paterna bontà.
Nel 1973 il vescovo di Lodi Giulio Oggioni lo vuole prima vicario episcopale e assistente diocesano dell’Azione Cattolica, poi vicario generale della diocesi, ufficio confermato anche dal successore Paolo Magnani.
Entra a far parte del capitolo della cattedrale e ne diviene arciprete presidente; il 12 gennaio 1987 è nominato sottosegretario della CEI, ufficio che richiede il trasferimento a Roma, dove rimane per più di due anni, fino alla nomina a vescovo di Carpi, con bolla di Giovanni Paolo II in data 11 luglio 1989. È consacrato nella cattedrale di Lodi il 9 settembre ed entra solennemente in diocesi il 24 dello stesso mese.
Il suo ministero è ricco di attenzioni e di premure per la chiesa carpigiana, per il clero e il popolo: basti ricordare l’attenzione alla famiglia (i corsi in preparazione al matrimonio e il consultorio diocesano), e la proposta di introdurre la causa di beatificazione del servo di Dio Odoardo Focherini, martire della carità per salvare ebrei dalla persecuzione nazista. Eloquente anche l’impulso dato alla Caritas diocesana e parrocchiale, quali istituti più idonei per accogliere la sofferenza e renderla meno gravosa attraverso un concreto sostentamento e un valido aiuto.
Sotto il suo magistero è stata realizzata la nuova chiesa parrocchiale di Fossoli, e molte altre sono state restaurate a seguito dei danni provocati dai terremoti del 1986 e 1996.
Il vescovo, pensando ai sacerdoti anziani, spesso soli e non assistiti, ha istituito per loro la “Casa Soggiorno per il Clero”, che offre accoglienza, condivisione e momenti di preghiera comune.
Il suo ministero episcopale è raccolto nel volume Carpi, Chiesa del Signore verso il Duemila, lasciato come testimonianza in occasione del saluto alla diocesi a seguito del trasferimento alla Chiesa di La Spezia-Sarzana-Brugnato, avvenuto con bolla papale del 10 luglio 1999.

