Al via domenica 22 febbraio il ciclo di conferenze del Cib: quattro incontri di alto spessore culturale e formativo
di Virginia Panzani
Chiunque abbia letto anche solo poche pagine della Bibbia avrà notato come essa contenga numeri ricorrenti, rivestiti di significati simbolici, come, ad esempio, il 40… Da queste considerazioni, così come dal fatto che nel 2026 il Cib (Centro informazione biblica) compie 40 anni di attività, è nata la scelta del tema per il ciclo di conferenze promosso quest’anno, “La Bibbia dà i numeri”. Come di consueto, gli incontri si svolgeranno tutti la domenica pomeriggio (ore 16) in Sala Duomo a Carpi.
Appunto con l’Antico Testamento il ciclo prenderà l’avvio domenica 22 febbraio, quando nell’incontro dal titolo “40 nel deserto”, interverrà Luca Mazzinghi, fiorentino, presidente della Società Biblica in Italia, già più volte ospite, negli anni, delle conferenze del Cib. In particolare, “al centro dell’incontro ci sarà il numero 40 riferito agli anni di Mosè, si veda nel libro dell’Esodo – spiega Aldo Peri, segretario del Cib – . La vita di Mosè si suddivide, infatti, in tre periodi: 40 anni come principe in Egitto, 40 come pastore nel deserto di Madian, e 40 come colui che guida il popolo di Israele nel deserto, dopo la liberazione dall’Egitto, prima di entrare nella terra promessa. Ma ci si soffermerà anche sui 40 giorni di Elia nel deserto, come narra il primo libro dei Re, quando, dopo essere scappato dalla regina Gezabele che vuole farlo uccidere, un angelo nutre il profeta, dandogli la forza di camminare per 40 giorni e 40 notti fino al monte Oreb, dove incontrerà Dio”.
Un altro apprezzato relatore che torna a Carpi invitato dal Cib è Carlo Broccardo, padovano, docente alla Facoltà Teologica del Triveneto, a cui è affidata domenica 8 marzo la conferenza, nell’ambito del Nuovo Testamento, “…40, 12, 7, 3…”, ovvero i numeri contenuti nel Vangelo. “Ne abbiamo scelti alcuni anticipa Peri – , come, di nuovo, il 40, cioè i giorni trascorsi da Gesù nel deserto prima di iniziare la sua predicazione, il 12, numero degli apostoli, e così via”.
Sempre al Nuovo Testamento, ma da una prospettiva poco conosciuta, quella del libro dell’Apocalisse, è dedicato il terzo incontro, domenica 15 marzo, che si amplierà dai numeri a trattare “colori, animali, pietre”. “Avremo come relatore Luca Pedroli, docente al Pontificio Istituto Biblico a Roma, che è uno dei maggiori studiosi di apocalittica – afferma Peri – . Ci aiuterà ad approfondire la conoscenza del significato di vari elementi simbolici nell’Apocalisse.
Ad esempio, abbiamo pensato che valesse la pena soffermarsi, oltre che sui numeri, sulle pietre preziose citate nel libro, fra cui quelle che nella Gerusalemme celeste ornano le fondamenta delle mura e le dodici porte”.
L’ultima conferenza, in programma per domenica 29 marzo, darà spazio, in maniera inedita per il Cib, a due “discipline” legate all’ebraismo, la gematria e la qabbalah, con l’intervento dello studioso bresciano Alessandro Faggian. In estrema sintesi, spiega Aldo Peri, “la gematria assegna un numero a ciascuna delle lettere dell’alfabeto ebraico, che, lo ricordiamo, non ha le vocali. Ogni parola, quindi, ha un valore numerico pari alla somma dei numeri assegnati alle lettere che la compongono. La gematria è uno dei metodi utilizzati dalla qabbalah per interpretare il significato nascosto dei testi sacri”. Un esempio noto è il nome Davide, anticipa Peri, “parola composta da D che vale 4, V che vale 6, e ancora D cioè 4. La somma è 14, numero significativo nella genealogia di Gesù: in Matteo 1,117 si menzionano tre serie di quattordici generazioni, che si collegano al re Davide”.
Bastano questi pochi accenni per intuire l’alto profilo, garantito come sempre dallo spessore dei relatori invitati, che si propone, anche quest’anno, il ciclo di conferenze del Cib: un percorso formativo e culturale aperto all’intera cittadinanza, al di là dell’appartenenza ecclesiale.

