Pellegrinaggio dei ragazzi delle parrocchie di Santa Croce e Gargallo a Carpi
di Matteo Ardente
Sabato 22 marzo le comunità parrocchiali di Gargallo e Santa Croce hanno vissuto il Giubileo dei giovani a Carpi. Alle 14.30 tutti i bambini e i ragazzi, insieme agli educatori, ai catechisti e alle famiglie si sono incontrati in piazzale Re Astolfo per vivere un breve ma significativo pellegrinaggio giubilare verso la nostra Cattedrale. Il momento è stato guidato dalle preziose riflessioni di don Luca Baraldi, che si è reso disponibile per organizzare insieme ai capi scout, ai catechisti e agli educatori dell’Azione Cattolica questa esperienza di vita inter-parrocchiale e inter-associativa tra le diverse realtà che nelle nostre comunità si dedicano all’educazione alla fede dei bambini e dei ragazzi.
È stato un vero viaggio nel tempo, come lo ha definito don Luca nell’introduzione al pellegrinaggio nella chiesa della Sagra. A partire da Abramo e da Mosè, abbiamo “viaggiato” ripercorrendo i lunghi cammini presenti nelle Scritture, fino ad arrivare ai Re Magi, cercatori del Bambino Gesù seguendo la stella apparsa loro in Oriente.
Anche noi come Abramo, Mosè e i Magi ci siamo messi in cammino, per conoscere insieme l’importanza del Giubileo e il suo significato. Abbiamo scoperto come nacque e i motivi per cui nell’anno 1300, per celebrare i 1300 anni dalla nascita di Cristo, papa Bonifacio VIII ha indetto il primo Giubileo della storia cristiana, così come lo conosciamo oggi. Cogliendo l’invito del Papa a percorrere le strade del mondo per raggiungere Roma dietro alla Croce, ci siamo messi in cammino attraversando la piazza. Giunti sul sagrato della Cattedrale ad accoglierci c’erano i personaggi di papa Francesco e di una giovane di oggi. Li abbiamo trovati in preda ad una accesa discussione sul mondo attuale, arrivando ad intuire così il vero motivo per cui papa Francesco ha deciso di intitolare questo anno santo giubilare alla speranza.
Varcata la porta della Cattedrale, dopo aver ascoltato le parole di Gesù “io sono la porta delle pecore: se uno entra attraverso di me, sarà salvato”, la terza sosta ci ha visti radunati attorno al fonte battesimale per fare memoria del Battesimo rievocando i segni compiuti durante la liturgia battesimale e concludendo con il rito di aspersione con l’acqua benedetta. Poi abbiamo raggiunto l’altare maggiore per ricordare il sacrificio di Gesù, il suo infinito dono d’amore per tutta l’umanità, sottolineando che “è più grande chi più sa servire, chi si abbassa e chi si sa piegare”. Infine, ci siamo messi nuovamente in cammino verso l’altare della Madonna Assunta alla quale, in conclusione del pellegrinaggio, abbiamo affidato tutte le nostre intenzioni, le nostre vite, le nostre relazioni, le nostre famiglie.
È stato un pellegrinaggio particolare, breve ma significativo, che ha visto coinvolti i bambini e i ragazzi nell’approfondire alcuni significati particolari del nostro essere cristiani. Ringraziamo don Luca per averci accompagnato in questo cammino con una semplicità tale da arrivare dritta al cuore di ciascuno dei presenti, bambini, ragazzi e adulti, ricordandoci a fine liturgia che “la gioia del Signore è la nostra forza” e che, una volta incontrato Gesù, non possiamo più tenerlo per noi ma siamo chiamati ad annunciarlo e testimoniarlo a tutti con la nostra vita come pellegrini di speranza, “verso l’infinito e oltre”!