La route del Clan Carpi 1 a Nomadelfia
È possibile vivere i valori di comunità, fede ed essenzialità seguendo l’esempio di vita di Gesù nel XXI secolo? Questo è quello che Rover e Scolte del Clan Foehn Carpi 1, della parrocchia del Duomo, hanno provato a scoprire durante la Route invernale a Nomadelfia, dal 3 al 5 gennaio. Dopo un periodo di riflessione interna al Clan, è emersa la necessità di un confronto con esempi di vita affini ma alternativi al modo di vivere lo scoutismo. Per rispondere a questa esigenza, la scelta è caduta su Nomadelfia, in provincia di Grosseto, dove il Clan ha trascorso tre (freddi) giorni all’interno della comunità fondata nel 1931 da don Zeno Saltini, con l’obiettivo di offrire accoglienza a bambini abbandonati e a persone senza possibilità. Dal “casinone” di fronte alla chiesa di San Giacomo Roncole, passando per le baracche del campo di Fossoli, la comunità si è infine stabilita negli anni Cinquanta nell’attuale sede di Nomadelfia, donata a don Zeno, trasformandosi nel tempo in una proposta di vita basata su educazione, lavoro e condivisione. La vita a Nomadelfia si fonda su una quotidianità semplice ma profondamente condivisa. Le famiglie, cuore della comunità, non sono legate da vincoli di sangue, ma da una scelta consapevole di vita comune, in cui adulti e bambini crescono insieme condividendo responsabilità, lavoro ed educazione. Il lavoro non è retribuito e non esiste proprietà privata: ciascuno mette a disposizione le proprie capacità per il bene comune, ricevendo in cambio ciò di cui ha bisogno. Durante il soggiorno, siamo stati accolti e inseriti nella vita quotidiana della comunità. I pasti, consumati all’interno delle famiglie, sono diventati per noi occasioni di confronto e dialogo, mentre l’incontro con alcuni giovani universitari ci ha permesso di porre domande e approfondire diversi aspetti della vita comunitaria. Fin dai primi momenti ci è apparso evidente come i valori di accoglienza, essenzialità e fiducia reciproca non siano ideali astratti, ma pratiche concrete della vita di ogni giorno. L’esperienza ha suscitato riflessioni diverse all’interno del gruppo. In molti di noi hanno apprezzato il clima di fraternità, la serenità delle persone incontrate e la forte consapevolezza che anima la comunità nelle proprie scelte. Nel complesso, l’incontro con Nomadelfia ha rappresentato per noi, come Clan Foehn Carpi 1, un’importante occasione di confronto con una realtà comunitaria diversa, capace di stimolare domande e riflessioni sul significato del vivere insieme e sulle scelte di vita nel contesto attuale.
Maddalena Pettenati e il Clan Foehn (Carpi 1)










