Membra di un unico corpo

Festa patronale: grande partecipazione alla Messa presieduta dal Vescovo, alla presenza delle autorità

di Evelina Basenghi

Servizio fotografico di Fotostudio Immagini di Euro Barelli

 

Nel calendario della nostra parrocchia grande rilevanza ha la ricorrenza in cui si celebra il patrono, San Paolo, nel giorno che ricorda la sua conversione sulla via di Damasco.

Il fulcro è stata la messa prefestiva del 24 gennaio, presieduta dal vescovo mons. Erio Castellucci, alla presenza della sindaca Marika Menozzi e di membri della giunta, di delegazioni della protezione civile, delle forze dell’ordine e di una numerosa rappresentanza dei Cavalieri del Santo Sepolcro. I canti sono stati eseguiti dal coro parrocchiale Cantate Domino.

Davanti ad una chiesa gremita, il nostro Vescovo nell’omelia ci ha voluto ricordare come Gesù abbia toccato l’anima di Paolo mettendosi in prima persona con la frase “perché mi perseguiti?”. Con essa Cristo si identifica con la comunità della Chiesa e rende chi la compone parte di Lui. Ci spiega che non siamo seguaci, un club di fan in balia dei venti dell’opinione, ma siamo membri, anzi, come dirà lo stesso san Paolo, siamo le membra di Cristo. Formiamo un unico corpo in cui ciascuno ha bisogno dell’altro ed è chiamato a prendersene cura. Come cristiani, grazie al seme del Battesimo e al nutrimento dell’Eucarestia possiamo e dobbiamo essere testimoni credibili incontro a tutte le povertà, non ultime quelle spirituali.

Alla fine della Messa la sindaca Menozzi, in un ideale completamento con le parole di mons. Castellucci, ci ha ricordato come anche in un paese piccolo come il nostro le povertà reali e le fragilità personali siano tante, anche solo per le paure e l’angoscia degli echi di guerra che ci arrivano dal mondo e per la solitudine che attanaglia soprattutto le persone anziane.

Questa ricorrente celebrazione di San Paolo partecipata dalle autorità civili costituisce uno stimolo all’unità e – ha sottolineato – ci fa sentire tutti membri di una comunità in cui fare ciascuno il proprio dovere.

Ha ringraziato le associa-zioni di volontariato che tutto questo incarnano, ponendo l’accento all’intera funzione educativa e di dialogo, che la parrocchia svolge, nel rispetto dei diversi ruoli: dal lavoro instancabile dei nostri don Andrea Kielbasa, parroco, e di don Franco Tonini, coadiutore, delle nostre Suore Piccole Figlie per la comunità e per la scuola dell’infanzia Muratori, dei catechisti, degli educatori Giovanissimi e Acr, tutti impegnati nella “semina” paziente di valori condivisi.

Nella sua ricorrenza, l’inaspettato “miracolo” della conversione di San Paolo, che ha trasformato un’esistenza di odio in una vita santa, continua a celebrare la speranza, che la parrocchia di Concordia ha coronato con questa giornata di festa, terminata con una bellissima cena comunitaria a cui hanno partecipato oltre 70 persone, fra commensali e personale di servizio a cui va il ringraziamento corale per il lavoro svolto nell’ombra, per la gioia di tutti.