Fedeltà e fecondità

Il saluto di monsignor Gildo Manicardi nel 95° di Odoardo e Maria Focherini

di Virginia Panzani

Ad introdurre la Messa nel Duomo di Mirandola, lo scorso 9 luglio, è intervenuto il vicario generale della Diocesi di Carpi, monsignor Gildo Manicardi. “Con grande emozione ricordiamo oggi il matrimonio di Odoardo e Maria, così bello e, uso una parola classica, così fatale, che fino alla fine ha portato incredibili frutti di amore – ha detto -. Abbiamo desiderato che qui in Duomo, dove le nozze furono celebrate, allora si celebravano a ‘casa’ della sposa, ci fosse un ricordo visibile del Beato Odoardo: le sue ultime parole, nel testamento, sono per Maria e questo ci fa dedurre che, fino all’ultimo, egli abbia pensato a questa chiesa”. Monsignor Manicardi ha poi rivolto un particolare saluto ai famigliari di Focherini e alla delegazione trentina. “Si è pensato dunque per il Duomo di Mirandola al progetto di un memoriale – ha proseguito -, così come a Carpi verrà realizzato un monumento, anzi un doppio monumento: saranno raffigurati Odoardo in piedi che va verso la piazza e Maria seduta su una panchina a fianco che lo aspetta. Si tratta di due opere che abbiamo ideato in sintonia perché la Chiesa di Carpi e Mirandola esprimesse nell’amore così grande di questi sposi la bellezza della sua unità”. Il vicario generale ha, poi, aggiunto una sottolineatura sulla fecondità e sulla fedeltà del vincolo matrimoniale fra il Beato e la moglie, “aspetti in assoluta controtendenza con l’epoca attuale,

in cui le coppie sono spesso così in difficoltà. Fra le ultime parole di Odoardo ricordiamo: ‘Vi prego di riferire a mia moglie che le sono sempre stato fedele’. Sono parole che ci toccano profondamente e le sentiamo come risuonare nel cuore di Maria”. Un saluto è andato infi ne a don Francesco Lampronti, la cui stessa esistenza è connessa alla fedeltà e alla fecondità delle nozze dei coniugi Focherini: “E’ il pronipote di Giacomo Lampronti, cattolico di origine ebraica, che fu salvato dal Beato e che di lui scrisse la più bella biografia dal titolo ‘Mio fratello Odoardo’. Vedete – ha concluso rivolgendosi all’assemblea – qui ci sono la figlia Paola, i nipoti e i pronipoti di Focherini, e questo giovane prete. Viene anche lui da Odoardo. Dunque, non c’è solo il monumento che sarà allestito qui in Duomo, ci sono i ‘monumenti vivi’ che sono preziosissimi”.