Lassù per la gioia dei forti

Attualità di un’amicizia tra i giornalisti Odoardo Focherini e Quirino Bezzi

di Luigi Lamma

Lassù dove il mondo incontra il cielo per la gioia dei forti”. E’ un’immagine che forse solo chi ha dimestichezza con le cime delle montagne riesce ad evocare con efficacia e a sentire parte del proprio essere. Così è stato al termine dell’incontro “Amici per la pace” dedicato a Odoardo Focherini e Quirino Bezzi, giornalisti e molto altro, che si è svolto a Carpi lo scorso 24 gennaio nella festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti. L’iniziativa è stata promossa dall’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Carpi, in collaborazione con il Centro Studi Val di Sole, con il patrocinio dell’Azione Cattolica di Carpi, di Fisc e Ucsi Emilia-Romagna. Interventi a tratti commoventi non solo per la drammaticità dei fatti evocati come l’episodio, poco noto, ma emerso proprio da uno scritto del Bezzi, dove si parla dei tentativi per procurare a Focherini la fuga durante la permanenza al campo di Gries a Bolzano ma lui “non volle” per mettere al riparo i propri familiari da possibili ritorsioni. Amicizia quella nata tra Focherini e Bezzi che affonda le solide radici nella passione per la montagna da cui scaturisce anche il progetto per la chiesetta sul Vioz (la più alta d’Europa), nel giornalismo e nella cultura, nell’antifascismo e nella lotta per la libertà con l’aiuto ai perseguitati (ebrei) e ai rifugiati (militari ed ex prigionieri in fuga dai lager). Appassionante nella sua rigorosa aderenza a documenti e testimonianze la relazione di Udalrico Fantelli, storico e autore del volume “…e come Patria una Valle… Vita e opere di Quirino Bezzi”, da cui ha estratto tutto quanto noto del rapporto tra Bezzi e il solandro Focherini. A Marcello Liboni, attuale presidente del Centro Studi Val di Sole, il compito di raccontare il valore dell’impegno civico e culturale di Bezzi per lo sviluppo della Val di Sole. Maria Peri ha approfondito il legame di Focherini e della moglie Maria Marchesi con Quirino Bezzi nella dimensione familiare, che si è dilatato nel tempo e si è consolidato in una vicinanza costante anche oltre il tragico epilogo della vicenda umana del martire carpigiano. A chiudere l’interessante pomeriggio il dialogo con il giornalista Nelson Bova, della redazione del TG3 Emilia-Romagna, già autore in veste di regista di un docufilm su Odoardo Focherini realizzato nel 2007. Con Bova è stato possibile attualizzare tanti temi emersi dagli interventi precedenti, come la funzione “educativa” del giornalismo, il rapporto tra media tradizionali e social, la prospettiva di un recupero della credibilità dell’informazione locale rispetto ai rischi dell’invadenza dell’IA. In apertura dei lavori c’è stato il saluto a distanza del direttore del settimanale Vita Trentina, Diego Andreatta, impossibilitato a partecipare ma in piena sintonia con l’obiettivo di valorizzare due figure così significative per il Trentino. Per la chiesa trentina, era presente don Enrico Pret, parroco dell’unità pastorale dell’Alta Val di Sole, dove si trova la parrocchia di Celentino, località da cui emigrarono gli avi di Focherini, che ha confermato quanto sia presente nella comunità la memoria per il Beato Focherini che si inserisce nel rispetto e nella valorizzazione delle proprie radici di fede che hanno generato testimoni di santità. Don Pret ha poi presieduto la santa messa in Cattedrale, nella festa di San Francesco di Sales e nel ricordo di Odoardo Focherini, sostando in preghiera davanti al nuovo altare con l’installazione che accoglie la reliquia, la fede nuziale, del Beato. A portare il saluto della diocesi di Carpi è intervenuto il vicario generale mons. Gildo Manicardi, che si è congratulato per il taglio dato all’incontro ricordando che l’amicizia è la cifra della vita cristiana, non basta avere una fede comune se questa non genera amicizia. Quella tra Focherini e Bezzi poteva apparire occasionale invece ha affondato radici profonde nel terreno dei valori comuni, della cultura, della comunicazione e questo ha consentito di durare nel tempo. La presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni, ha ricordato l’impegno della Fondazione ad arricchire di nuovi contributi e azioni di divulgazione la testimonianza eroica dell’illustre concittadino come la mostra diffusa tra Carpi, Modena e Mirandola, “Nella rete della persecuzione 1943-1945. Luoghi storie persone intorno a Odoardo Focherini”, di cui verrà prorogata la durata oltre la data prevista del 1° febbraio. Un’iniziativa che si inserisce a pieno titolo nella mission della Fondazione che riguarda, oltre alla valorizzazione dei luoghi della memoria, Campo di Fossoli, Museo Deportato ed ex Sinagoga, la diffusione di una cultura della Memoria attraverso eventi culturali e studi storici.

Si può concludere che il racconto della speciale amicizia tra questi due comunicatori, seppur lontana nel tempo, ha reso autentiche le parole di Leone XIV nel messaggio per la 60° giornata mondiale delle comunicazioni sociali, diffuso il 24 gennaio, “Volti e voci sono sacri…custodire i volti e le voci – continua il Papa – significa custodire noi stessi”. Un presupposto indispensabile anche per i giornalisti, più che mai sfidati dalle nuove tecnologie per accogliere con coraggio, determinazione e discernimento le opportunità offerte dalla tecnologia digitale, dall’intelligenza artificiale” senza “nascondere a noi stessi, i punti critici, le opacità, i rischi”.