CURIA VESCOVILE DI CARPI
Corso Fanti, 13 41012 – Carpi MO
COMUNICATO
Martedì sera, 11 novembre 2008, all’ospedale Valduce di Como, è morto S.E.R. Mons. Alessandro Maggiolini.
La Diocesi di Carpi che lo ha avuto come pastore dal maggio 1983 fino al gennaio 1989, lo ricorda con affetto e lo affida alla misericordia di Dio, a quella misericordia che Mons. Alessandro insieme alla gioia e alla verità aveva voluto scritta nel suo stemma episcopale.
Il Vescovo Mons. Elio Tinti invita la comunità diocesana a partecipare alla preghiera di suffragio domenica 16 novembre 2008, alle ore 18, in Cattedrale dove egli con i sacerdoti concelebrerà la santa Messa unendosi così al dolore della chiesa di Como.
Mons. Alessandro Maggiolini era stato nominato vescovo di Carpi il 7 aprile 1983 e aveva voluto ricevere l’ordinazione proprio a Carpi, come ebbe a scrivere nel primo messaggio alla Diocesi, “per ‘nascere’ alla mia nuova missione tra la ’mia‘ gente che già ora amo e alla quale intendo dedicarmi senza riserve”. La consacrazione episcopale avvenne il 29 maggio 1983, per l’imposizione delle mani del card. Baggio e dei vescovi della regione Emilia Romagna, presente anche il Card. Martini, allora Arcivescovo di Milano. Rimase a Carpi per quasi sei anni, fino al 31 gennaio 1989 quando papa Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo di Como. Nel discorso di ‘addio’ alla Diocesi ricordò gli eventi pastorali che segnarono, sotto il suo episcopato, la vita della Diocesi: la visita del santo Padre a Carpi, il 3 giugno 1988; le celebrazioni per l’VIII centenario della ‘Sagra’; l’inizio del restauro della Cattedrale; l’avvio del processo di beatificazione di Mamma Nina; l’attivazione di alcune strutture di carità, come il centro di accoglienza Porta Aperta. Ma soprattutto disse: ‘Porto in animo la collaborazione, l’entusiasmo e la fedeltà di molti sacerdoti…l’eroismo dei nostri missionari, soprattutto di Don Francesco…la segreta vivacità delle Monache di Clausura, la fervida contemplazione e la nascosta donazione delle Suore che si prodigano per la catechesi, le speranze e le impazienze dei nostri seminaristi…gli aspiranti diaconi…i fedeli tutti’. Come Maestro della fede, ruolo che sentiva e viveva con particolare passione, ha richiamato la necessità di una catechesi che desse le certezze della fede della Chiesa; ha messo in guardia i credenti dal pericolo di perdere la propria identità cristiana confondendosi con il mondo; ha insistito sulla preghiera personale e in particolare la necessità di riscoprire il sacramento della penitenza (egli stesso si era reso disponibile in Cattedrale ad ascoltare le confessioni dei fedeli); ha attirato l’attenzione in più occasioni perché la vita comunitaria sostenesse i credenti per una testimonianza e una presenza anche sociale significativa e incisiva; esprimeva la sofferenza per la mancanza di vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie; ha stimolato i credenti a rendersi presenti nella società anche in modo comunitario con la loro identità sollecitando una maggiore vivacità nei confronti della convivenza civile. Nel discorso di addio tenuto in Cattedrale il 12 marzo 1989, a braccio, al termine della celebrazione citò San Paolo: Tutto io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore; che io Gli diventi ‘conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione’. Con questa stessa speranza anche noi, Chiesa di Carpi, lo ricordiamo e nella preghiera di suffragio lo affidiamo alla misericordia di Dio.





