Il 1° settembre si celebra la 4ª Giornata per la salvaguardia del creato

E’ tempo di cambiare aria


Il prossimo settembre anche nella nostra diocesi cominceranno le celebrazioni per la Giornata per la salvaguardia del creato, con cui la Chiesa vuole porre all’attenzione di tutti il rinnovato impegno e la cura di quel bene indispensabile alla vita di tutti che è l’aria. Le parole del Cantico delle Creature ‘ scelte come titolo dell’edizione 2009 – vogliono innanzitutto sottolineare la necessità di lodare Dio per gli elementi naturali, sull’esempio di San Francesco nella ricorrenza centenaria della presentazione della Regola a papa Innocenzo III, avvenuta nel 1209.
L’aria è collegata alla vita. Soltanto quando respiriamo siamo in vita. Il libro della Genesi afferma: “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (2,7). Un elemento, l’aria, direttamente riconducibile allo Spirito di Dio, come sottolineava Giovanni Paolo II: “Ogni forma di vita, di animazione, di amore, rinvia in ultima analisi a quello Spirito, di cui la Genesi dice che ‘aleggiava sulle acque’ (Gen 1,2) all’alba della creazione e nel quale i cristiani, alla luce del Nuovo Testamento, riconoscono un riferimento alla Terza Persona della Santissima Trinità”.
La crisi in cui versa l’ambiente oltre che l’economia chiama tutti noi ad una “conversione ecologica”, che permetta di affrontare con senso di responsabilità la grave situazione che ci sta di fronte, in particolare rispetto ai cambiamenti climatici determinati dai gas serra.
Occorre un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia stessa, cercando di risparmiare energia con una maggiore sobrietà nei consumi, per esempio nell’uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando l’uso dell’energia ‘ a partire dalla progettazione degli edifici – e valorizzando le energie pulite e rinnovabili. Il Santo Padre Benedetto XVI ha richiamato a uno stile di vita più essenziale, come espressione di “una disciplina fatta anche di rinunce, una disciplina del riconoscimento degli altri, ai quali il creato appartiene tanto quanto a noi che più facilmente possiamo disporne; una disciplina della responsabilità nei riguardi del futuro degli altri e del nostro stesso futuro”.
Ancora una volta la Chiesa vuole stimolare ad una riflessione sulla relazione tra la situazione ambientale e le questioni sociali aperte a livello globale, in primis al tema della giustizia: a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui è meno imputabile il mutamento climatico.
Questo rende particolarmente importante la prossima Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici di Copenaghen, nella quale la comunità internazionale dovrà definire le linee di un’efficace azione di contrasto del riscaldamento del pianeta per i prossimi decenni.
Occorrerà, in particolare, una chiara disponibilità dei paesi più industrializzati all’assunzione di responsabilità, nonostante il peso della crisi economico-finanziaria: è un passaggio cruciale per verificare la disponibilità della famiglia umana ad abitare la terra secondo giustizia.
In quanto credenti, siamo chiamati a un particolare impegno di custodia del creato, perché l’essere cristiani implica sempre e comunque una precisa responsabilità nei riguardi della creazione. “Il creato geme ‘ lo percepiamo, quasi lo sentiamo ‘ e attende persone umane che lo guardino a partire da Dio” (Benedetto XVI, Incontro con il clero di Bressanone). San Francesco d’Assisi, cantore della creazione, ci aiuti in questo impegno quotidiano.


Sintesi del Messaggio per la Giornata 2009, a cura della Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro