Visita del vescovo Erio Castellucci /2

Sulle orme di Luciano Lanzoni

Visita del vescovo Erio Castellucci con i Centri Missionari di Carpi e di Modena. Diario di viaggio di don Antonio Dotti /2

MADAGASCAR

Pagine a cura di Virginia Panzani e del Centro Missionario di Carpi

Giorno 6

Percorso di visita dell’ospedale di Ampasimanjeva con Cecilia Pellicciari, dirigente Ausl di Modena (per qualche mese tutti gli anni viene a dare una mano all’organizzazione dell’ospedale, ndr). Dopo la morte del dottor Martin (nel dicembre scorso in un incidente stradale, insieme alla moglie, dottoressa Nivo, un sacerdote e due suore della locale Casa della Carità, ndr) il capomedico è un ragazzo di una trentina di anni, il dottor Charels’Son. Il medico chirurgo invece è una donna, la dottoressa Hortense, che è qui da 40 anni. Adesso è in pensione ma lavora lo stesso. Responsabile del personale è il dottor Bedel, che si è presentato come un discepolo del nostro caro Luciano Lanzoni.

Abbiamo visitato anche la degenza pediatrica, ed è stata per me gioia grande vedere il murales realizzato l’anno scorso dalla nostra Sara Prandi, su idea di Camilla Lugli, con l’aiuto delle altre volontarie missionarie di Modena e Reggio.

Giorno 7

Facciamo colazione alle 6 perché alle 7 parteciperemo alla messa della parrocchia dell’ospedale. Ci troviamo a mangiare al lume delle torce e dei cellulari perché è venuta di nuovo meno la luce. Attraversando il villaggio ospedaliero dico a don Erio che in fondo la prima Nomadelfia nel campo di Fossoli non doveva essere poi così diversa da questa cittadella della carità. Lungo la strada (tutte sono sterrate e rosse) Cecilia ci indica la casa in legno del calzolaio. È una persona disabile a cui Luciano Lanzoni aveva insegnato il mestiere e che l’ospedale ha poi assunto.

Dopo la messa e il pranzo, partiamo per Manakara (in viaggio la jeep si blocca, imprevisto superato grazie all’esperto autista Alain, ndr) dove ci accoglie don Luca Fornaciari col rinnovato consiglio pastorale parrocchiale. Cantano e pregano per noi nella chiesa parrocchiale e ci fanno doni. Don Erio ricorda Luciano Lanzoni come missionario della diocesi di Carpi: “So che il suo cuore era qui, sono venuto a conoscere voi, ciò che gli stava veramente a cuore”.

Giorno 8

Alla Ferme St François d’Assise presso Manakara, dove si trova la tomba di Luciano Lanzoni, il 3 luglio il vescovo Erio ha guidato il ritiro spirituale per i missionari e i volontari con una meditazione sul brano evangelico dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35), per il cammino sinodale delle chiese. Una sintesi scritta da don Antonio è disponibile su notiziecarpi.it La tomba di Luciano è al centro della Ferme, come un seme gettato nel terreno. Ora tocca a noi portare frutto col nostro servizio missionario. Nel pomeriggio don Simone (“fidei donum” della Chiesa di Reggio Emilia, ndr) ci mostra la Ferme. Oggi è gestita dell’associazione di Reggio “Familiaris Consortio”, e ospita, dando per un anno vitto, alloggio ma soprattutto formazione agricola, 10 famiglie giovani.

Giorno 9

Ci aspettano 7 ore di pullman. Arriviamo ad Ambositra. Ritroviamo Cecilia che ci conduce alla Casa della Carità dove ceneremo e alla vicina casa dei volontari, dove alloggeremo per una notte. Qui ci aspettava il vescovo di Fianarantsoa, monsignor Fulgence Rabemahafaly, che non eravamo riusciti ancora ad incontrare. L’ospedale di Ampasimanjeva seguito da Cecilia dipende da questa diocesi.

Io, lei, Francesco (Panigadi, direttore del Centro Missionario di Modena, ndr) e don Erio andiamo poi a piedi a visitare il padiglione di psichiatria dell’ospedale, finanziato dal nostro Centro Missionario di Carpi e dall’Associazione “Amici del Dongio” esattamente dieci anni fa. La targa all’ingresso lo ricorda e ricorda anche che fu un ennesimo progetto di Luciano Lanzoni. Cecilia ci racconta che fu proprio lui in Madagascar ad iniziare con questo padiglione l’attenzione per questo tipo di situazioni, prima di lui nessuno aveva ancora provato a fare nulla. È bello vedere che il servizio funziona ancora e bene.

Giorno 10

Arriviamo a Tongarivo, quartiere della capitale Antananarivo, chiamata dai malgasci con l’abbreviazione Tanà, due milioni di abitanti. Saremo ospitati nella prima Casa della Carità in Madagascar. Le suore sono oggi tutte malgasce, tutte sorridenti e contente di servire i poveri. Ci mostrano il dispensario. Ogni giorno servono 45 persone con medicine, soccorso sanitario e aiuti di ogni genere.

Giorni 10 e 11

E’ il giorno del ritorno, conosciamo e condividiamo la celebrazione eucaristica degli ospiti della Casa della Carità con il padre gesuita Elio Sciuchetti, in servizio a Tanà dal 1963. Una vita dedicata ai fratelli e alle sorelle del Madagascar.

Servizio fotografico di Francesco Panigadi Missio Modena