Omelia nella Solennità del Santo Natale – Messa del giorno

25-12-2012

Abbiamo ascoltato uno dei testi più belli, ma nello stesso più difficili del Nuovo Testamento.

Viene comunemente definito Prologo perché in questo testo l Evangelista Giovanni riassume tutto il contenuto del Vangelo. In esso ci viene raccontato chi è il bambino nato questa notte nella grotta di Betlemme. E il Verbo. Chi è il Verbo e che rapporto ha con Dio? A queste domande il testo risponde con tre affermazioni:

            1.Il Verbo è eterno e increato come Dio;

2. Vive in perenne unità con Dio;

3. è Dio al modo stesso in cui Dio è Dio.

Per queste ragioni, il Verbo di Dio facendosi uomo non è venuto per portare le parole di Dio, ma è la parola stessa di Dio. La Sacra Scrittura si apre con l affermazione: In principio Dio creò il cielo e la terra. Il Vangelo di Giovanni, invece, non inizia con l affermazione: In principio Dio creò il Verbo, ma con l affermazione: In principio era il Verbo. Come Dio, il Verbo non è creato, ma esiste da sempre, esiste da prima della creazione del mondo; è senza principio e senza fine, eterno e insuperabile. E Dio così come Dio è Dio.

Quindi Giovanni parla del Verbo e della sua relazione con la creazione, dice: Tutto è stato fatto per mezzo di lui. Cioè tutto il creato è dovuto al Verbo divino, dipende da Lui nel suo esistere. E quando viene nel mondo non istituisce un nuovo rapporto con la creazione, non entra in un paese straniero, bensì nella sua proprietà, nella sua casa. La caratteristica fondamentale del Verbo è la vita. Poiché è Dio, egli possiede l infinita pienezza di vita, da cui è assente ogni ombra di morte e di limite. Tramite questa sua vita diventa visibile agli uomini, destinati alla morte a causa del peccato, ciò che è vera vita e in che cosa consiste la pienezza della vita. E possibile avere un orientamento sicuro al quale fare riferimento, a cui ispirarsi, a cui guardare.

Poi viene affermato, per la prima volta, che l opera del Verbo deve affermarsi contro una forza ostile: le tenebre, lo spirito del male. Tutto il Vangelo parla del conflitto tra la luce e le tenebre. Ma la luce prevale, trionfa, risulta vittoriosa: Le tenebre non l hanno vinta.

Poiché c è un oppositore alla luce che opera nel cuore dell uomo e del mondo, il Verbo trova un accoglienza diversa. Giovanni per due volte afferma che Esso è stato respinto. Egli era nel mondo, ma il mondo che deve a lui la propria esistenza, lo ha rifiutato. La creatura è cieca e vuole essere cieca davanti al suo Creatore. I suoi lo hanno lasciato fuori dalla porta, non hanno voluto averlo tra loro. Le creature non vogliono saperne del loro Creatore, che non solo le ha create, ma è anche sceso a cercarle nel loro mondo. Giovanni racconta il dramma della libertà umana.

Tuttavia il Verbo di Dio non è stato solo rifiutato, è stato anche accolto. La sua accoglienza avviene per mezzo della fede e porta con sé il diventare figli di Dio. Noi accogliamo il Verbo quando lo riconosciamo come unico Figlio di Dio e a lui diamo piena adesione e fiducia. Diventando figli di Dio, partecipiamo alla sua stessa vita, e otteniamo la vita eterna, la meta ultima della nostra esistenza.