Assemblea Diocesana, convocata dal Vescovo Erio Castellucci, per presentare la lettera pastorale rivolta alla Chiesa di Carpi

Sabato 5 ottobre, ore 10, in Cattedrale

Iniziamo insieme il nuovo anno pastorale
Sabato 5 ottobre 2019

Ore 6.30 Pellegrinaggio vocazionale
Dalla parrocchia del Corpus Domini al Santuario della Madonna dell’Aiuto di Santa Croce
Santa Messa presieduta da S. E. Monsignor Erio Castellucci Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi Ore 10.00 Basilica Cattedrale di Carpi

Assemblea diocesana

Sono invitati i sacerdoti, i religiosi e tutti gli operatori pastorali
S. E. Monsignor Erio Castellucci presenta la lettera pastorale “E camminava con loro” (Lc 21,15b)

Ore 12.00 – Conclusione e preghiera dell’Angelus 

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Lettera pastorale “E camminava con loro”

Fino al 12 ottobre è possibile ordinare il testo della lettera pastorale di monsignor Erio Castellucci dal titolo “E camminava con loro” rivolgendosi alla Segreteria vescovile di Carpi, tel. 334 1853721.  

Oltre al libretto con il testo della lettera pastorale 2019 – 2020 per diffondere e far conoscere il tema e l’immagine dell’icona biblica scelta dal vescovo Erio Castellucci, amministratore apostolico, è possibile richiedere tramite l’Ufficio comunicazioni sociali (335 5274511 – sitodiocesi@carpi.chiesacattolica.it) altri materiali da collocare nelle chiese o negli spazi comuni delle parrocchie:
1) vela autoportante mt 2 x 1 (costo 55 €)
2) pannelli e manifesti di varie dimensioni

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C’è attesa di conoscere i contenuti della lettera che monsignor Castellucci ha in animo di presentare alla Chiesa di Carpi in qualità di Amministratore Apostolico come orientamento ma soprattutto per incoraggiare la ripresa e il cammino delle comunità all’inizio del nuovo anno pastorale.

La convocazione di un’Assemblea Diocesana esprime poi il desiderio di rendere partecipe e consapevole tutto il popolo di Dio della responsabilità e della missione che gli è propria, in unità con il Vescovo e tra tutte le “membra” di cui è composto. L’icona biblica scelta dal Vescovo Erio, “E camminava con loro…” (Lc 21, 15b), richiama alla pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, che si allontanano da Gerusalemme presi dallo sconforto per la sorte toccata al loro Maestro. La presenza di Gesù accanto ai due discepoli fi no a rivelarsi pienamente nello spezzare il pane è la certezza che accompagna il cammino di ogni credente e di ogni comunità anche nei momenti più bui e complicati della vita della Chiesa e delle vicende del mondo. C’è poi un altro tema che è stato anticipato a più riprese e riguarda l’impegno a riscoprire nel modo di agire della Chiesa lo stile della sinodalità.

Una dimensione della Chiesa che il magistero di Papa Francesco ha riportato in modo veemente al centro della riflessione e della prassi pastorale. Come primo contributo per approfondire e iniziare questo percorso nella sinodalità può essere utile ritornare al maggio scorso quando il Papa intervenne all’Assemblea dei Vescovi italiani richiamando ancora alcuni principi e riprendendo, sempre in modo molto diretto e trasparente, le voci di un possibile Sinodo della Chiesa italiana. Lo proponiamo integralmente nel capitolo intitolato “Sinodalità e collegialità”.

Vi ringrazio per questo incontro che desidererei fosse un momento di aiuto al discernimento pastorale sulla vita e la missione della chiesa italiana. Vi ringrazio anche per lo sforzo che offrite ogni giorno nel portare avanti la missione che il Signore vi ha affidato e nel servire il popolo di Dio con e secondo il cuore del Buon Pastore. Vorrei oggi parlarvi nuovamente di alcune questioni che abbiamo trattato nei nostri precedenti incontri per approfondirle e integrarle con questioni nuove per vedere insieme a che punto siamo (gli altri due temi affrontati dal Papa sono stati “La riforma dei processi matrimoniali” e “Il rapporto tra Vescovi e Sacerdoti”, ndr). (…)

Sinodalità e collegialità
In occasione della commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, tenutasi il 17 ottobre 2015, ho voluto chiarire che “il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio […] è dimensione costitutiva della Chiesa”, così che “quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola sinodo”. Anche il nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale, sulla sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa, nel corso della Sessione Plenaria del 2017, afferma che “la sinodalità, nel contesto ecclesiologico, indica lo specifico modus vivendi et operandi della Chiesa Popolo di Dio che manifesta e realizza in concreto il suo essere comunione nel camminare insieme, nel radunarsi in assemblea e nel partecipare attivamente di tutti i suoi membri alla sua missione evangelizzatrice”. E prosegue così: “Mentre il concetto di sinodalità richiama il coinvolgimento e la partecipazione di tutto il Popolo di Dio alla vita e alla missione della Chiesa, il concetto di collegialità precisa il significato teologico e la forma di esercizio del ministero dei Vescovi a servizio della Chiesa particolare affidata alla cura  pastorale di ciascuno e nella comunione tra le Chiese particolari in seno all’unica e universale Chiesa di Cristo, mediante la comunione gerarchica del Collegio episcopale col Vescovo di Roma. La collegialità, pertanto, è la forma specifica in cui la sinodalità ecclesiale si manifesta e si realizza attraverso il ministero dei Vescovi sul livello della comunione tra le Chiese particolari in una regione e sul livello della comunione tra tutte le Chiese nella Chiesa universale. Ogni autentica manifestazione di sinodalità esige per sua natura l’esercizio del ministero collegiale dei Vescovi”. Mi rallegro dunque che questa assemblea ha voluto approfondire questo argomento che in realtà descrive la cartella clinica dello stato di salute della Chiesa italiana e del vostro operato pastorale ed ecclesiastico. (…) Sulla sinodalità, anche nel contesto di probabile Sinodo per la Chiesa italiana – ho sentito un “rumore” ultimamente su questo, è arrivato fi no a Santa Marta! -, vi sono due direzioni: sinodalità dal basso in alto, ossia il dover curare l’esistenza e il buon funzionamento della Diocesi: i consigli, le parrocchie, il coinvolgimento dei laici… (cfr CIC 469- 494) – incominciare dalle diocesi: non si può fare un grande Sinodo senza andare alla base. Questo è il movimento dal basso in alto – e la valutazione del ruolo dei laici; e poi la sinodalità dall’alto in basso, in conformità al discorso che ho rivolto alla Chiesa italiana nel V Convegno Nazionale a Firenze, il 10 novembre 2015, che rimane ancora vigente e deve accompagnarci in questo cammino. Se qualcuno pensa di fare un Sinodo sulla Chiesa italiana, si deve incominciare dal basso verso l’alto, e dall’alto verso il basso con il documento di Firenze. E questo prenderà, ma si camminerà sul sicuro, non sulle idee.

Papa Francesco Discorso alla 73ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

(20 maggio 2019)