Cure palliative una risposta all’abbandono del malato

Intervento di Mons. Cavina

Scienza e spiritualità, psicologia e tecnologia, guarigione e cronicità, libertà individuale e diritto, codici deontologici e coscienza…sono tanti gli incroci “pericolosi” che, di fronte alla malattia, si trovano ad affrontare tanto i pazienti e i loro familiari quanto il personale sanitario e responsabili dei servizi assistenziali. Grazie al convegno promosso dal Rotary Club, sabato 4 febbraio a Carpi, si può affermare che questa materia, l’assistenza tra accanimento terapeutico e cure palliative, si è rivelata un po’ meno ostica e soprattutto è stata presentata con un approccio univoco testimoniato dall’elevato livello di competenze e di sensibilità umana da parte di medici e operatori sanitari. L’evento scientifico è stato organizzato da Mario Santangelo, presidente Rotary Club e direttore dell’unità operativa di neurologia di Carpi, ed è stato arricchito dai contributi di medici specialisti, infermieri, pazienti e magistrati, chiamati a rappresentare i “paradigmi di patologie” particolarmente invalidanti la cui cronicizzazione comporta l’intervento di team multidisciplinari e l’attivazione del complesso insieme delle cure palliative e dei servizi assistenziali di supporto. Sclerosi laterale amiotrofica, demenze, tumori, patologie più o meno diffuse ma che sono entrate di prepotenza nel vissuto di tante famiglie, portando un carico di preoccupazioni e di smarrimento. Situazioni quelle sopra enunciate che non solo richiamano tante energie nell’attività di cura ma sollevano anche questioni etiche e giuridiche di elevata complessità per assecondare scelte individuali o dirimere casi di coscienza, come ha ben illustrato il magistrato Roberto Cigarini ricordando alcuni casi recenti che hanno animato il dibattito pubblico. Si è parlato anche di hospice come struttura non medica ma caratterizzata da accoglienza, condivisione e cura così come l’ha voluta descrivere Fabrizio Artioli, direttore della medicina oncologica dell’Area Nord, nella sua appassionata presentazione accompagnata da tanti esempi ed esperienze concrete propedeutiche alla imminente realizzazione di un hospice nel nostro territorio. Con scelta appropriata da parte degli organizzatori è stato importante, ancora prima di ogni approfondimento tecnico e organizzativo, aprire i lavori del convegno con due relazioni che hanno inquadrato nel migliore dei modi i fondamenti scientifici, etici e ideali che stanno alla base della cultura delle cure palliative. Il primo intervento è stato affidato ad Elena Bandieri, responsabile dell’ambulatorio di terapie di supporto e  continuità assistenziale dell’Ausl di Modena, che ha ripercorso l’evoluzione della medicina nel settore delle patologie croniche e irreversibili e la nascita delle cure palliative come vera e propria disciplina unanimemente riconosciuta dalla comunità scientifica. Bandieri ha portato i dati riportati da studi di recente pubblicazione nei quali si è dimostrato come l’intervento precoce delle cure palliative nei percorsi di cure attive nei pazienti con malattia oncologica metastatica porti a dei benefici per il paziente anche in termini di tempo di sopravvivenza. Nella seconda relazione di apertura il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha accompagnato i presenti a riflettere sui condizionamenti socioculturali presenti oggi nella società e che impediscono una piena e consapevole accettazione della malattia e della morte. Monsignor Cavina ha portato all’attenzione dei presenti la figura e il pensiero di Cicely Saunders, prima infermiera poi assistente sociale, poi medico ed infine paziente dello stesso hospice che lei stessa aveva fondato, il primo in Europa. Una vita esemplare dove vita professionale e fede cristiana si sono fuse in modo tale da riportare al centro della relazione di cura il rapporto tra personale sanitario e paziente così come la stessa Saunders lo ha sintetizzato nel suo testamento, laddove rivolgendosi ai malati lancia un monito a tutti coloro che si pongono in relazioni con essi: tu se importante perché sei tu e tu sei importante fino alla fine della tua vita.
 
Luigi Lamma
 
Sono intervenuti al convegno Cure palliative e Accanimento terapeutico che si è svolto a Carpi sabato 4 febbraio 2017: S.E. Monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi; Daniela De Pietri, assessore alla politiche sociali del Comune di Carpi; Jessica Mandrioli, medico neurologo Ausl di Modena; Carlo Di Donato, direttore medicina interna Ausl Modena; Luciano Orsi, vicepresidente SICP; Giuliana Tassoni, medico medicina generale; Massimiliano Cruciani, infermiere assistenza domiciliare Ausl Modena; Massimiliano Sconosciuto, familiare di paziente; Fabrizio Artioli, direttore medicina oncologica Ausl Modena; Roberto Cigarini, magistrato.