Incontri di discernimento vocazionale

Dal 15 dicembre a Carpi e a Mirandola

“Dammi un cuore che ascolta”: questo il titolo del cammino vocazionale che, volgendo lo sguardo al Sinodo sui giovani del 2018, il Servizio diocesano per le vocazioni propone agli adolescenti e ai giovani attraverso una serie di incontri in contemporanea alle 21 a Carpi (presso Casa Santa Clelia, in via Longhena 18) e a Mirandola (presso la canonica del Duomo in via don Minzoni).
 
Momenti di preghiera, di riflessione sulla Parola e di dialogo, in clima di familiarità, rivolti a chi si sente in ricerca e a chi desidera comprendere che cosa Dio sta “dicendo” alla propria vita.
Il primo appuntamento si terrà venerdì 15 dicembre. 
Prossime date: 19 gennaio, 16 febbraio, 16 marzo, 18 maggio
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“Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore” è il tema della 55ª Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, che sarà celebrata domenica 22 aprile 2018. Nel Messaggio del Santo Padre, che porta la data del 3 dicembre 2017 e si apre ricordando che la prossima Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sarà dedicata proprio ai giovani e al discernimento vocazionale, si legge: “non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina!”.
“Nella diversità e nella specificità di ogni vocazione, personale ed ecclesiale, – ricorda ancora Papa Francesco – si tratta di ascoltare, discernere vivere questa Parola che ci chiama dall’alto”.
“Il Signore continua oggi a chiamare a seguirlo. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per rispondere il nostro generoso “eccomi”, né spaventarci dei nostri limiti e dei nostri peccati, ma – conclude il Messaggio – accogliere con cuore aperto la voce del Signore”.
(da http://www.chiesacattolica.it/un-cuore-che-ascolta/)
 
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Quando la vocazione è… tra due fuochi
 
Il desiderio di diventare suora, o comunque consacrata, è molto vivo in me, ma la mia famiglia non vuole assolutamente assecondarmi. Cosa mi consigliate di fare? Rita
 
Carissima Rita, quello stai vivendo è un momento importantissimo della tua esistenza, perché si sta avvicinando il momento di decidere il tuo stato di vita. Non si tratta di una scelta qualsiasi, ma di una scelta di fondamentale importanza. Spesso, però, capita che i familiari siano contrari alla chiamata religiosa e, purtroppo, anche molti genitori cattolici si oppongono alla vocazione dei fi gli. Certo, fa riflettere come, solo alcuni anni fa, avere un figlio sacerdote o religioso o una fi – glia suora o monaca fosse un grande onore, mentre oggi… Alcuni genitori dicono ai loro fi gli: “ti pentirai, vedrai che non è una vita che fa per te” … Non sembra ragionevole pensare ad un fallimento in un ambiente – il convento o il monastero – dove si cerca, sopra tutte le cose, la Volontà di Dio e dove ci sono a portata di mano tutti i mezzi più efficaci per crescere nella vita spirituale. Altri dicono: “E’ fi glia unica”, “Dio non può portarsela via”… Quest’espressione non ha nessun valore. Anche Cristo era figlio unico. Nella storia della Chiesa, sono numerosi i genitori che hanno off erto i propri fi gli unici perché diventassero grandi santi che, con le loro vite, hanno illuminato il mondo. Tutto ciò avviene perché i genitori, in genere, si lasciano guidare solo dai loro sentimenti naturali – allegrezza, felicità, emozione, melanconia, paura… – che li portano ad ostacolare l’allontanamento da casa dei propri fi gli con frasi del tipo “ci spezzi il cuore”. Cara Rita, ti invito a non temere e ad affrontare con fede e speranza questa prova. “Mia madre si oppone”, si lamentano alcuni giovani che sentono, nel loro cuore, di essere tra due fuochi, quello che vuole Dio e quello che desiderano i genitori. Occorre allora ricordare le parole del Signore: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me” (Mt 10,37). Il mio primo consiglio è quello di avere, in ogni caso, un atteggiamento di rispetto e bontà come conviene ad una fi glia. Cerca di accogliere, dunque, con mansuetudine anche le loro obiezioni così come anche i loro possibili sfoghi, comunque dettati dal bene che ti vogliono: sono essi pure “Provvidenza” e anche questo rientra nei progetti del Signore. A modo loro ti stanno sottolineando tutta la serietà e la gravosità di una scelta che ha smesso, ormai, di avere paracaduti sociali o benevolenze di stato: essere suora o monaca oggi non è né comodo, né vantaggioso. Ti giocherai infatti l’intera tua vita su di una Parola. Prega per rafforzare la tua fede ed il tuo amore; tutte le preoccupazioni ed i timori affidali alla nostra Madre Celeste. Cerca, inoltre, una guida spirituale che sappia aiutarti a fare un percorso di discernimento: ogni storia è personale e quindi merita un accompagnamento individuale e approfondito. Se il progetto di Dio per te è quello di farti Sua sposa vedrai che lo Spirito Santo illuminerà anche i tuoi cari. Onorare il padre e la madre non significa, infatti, rinunciare alla propria chiamata. Se il Signore ti chiama, ricordati che è lo stesso Signore anche dei tuoi genitori; Dio ama anche loro con lo stesso amore con cui ama te e tutti noi. I contrasti dei tuoi genitori non potranno certo impedirti di percorrere la tua strada. Dunque, vivi tutto come un doloroso, ruvido eppure salutare test vocazionale! E, soprattutto, mostrati gioiosa per quello che senti nel cuore: sarà una grande medicina per i tuoi genitori che, alla fi ne, desiderano e sperano per i loro fi gli solo una vita bella e realizzata. Presto, poi, capiranno che non solo non perderanno una fi glia, ma che ne avranno guadagnato molte altre.

Madre Maria Michela
e Monache del Cuore Immacolato