In ascolto del Signore

Un tempo da vivere nella preghiera e nella vigilanza operosa
24-11-2011

Inizia domenica prossima 27 novembre il nuovo anno liturgico, che è un nuovo dono del Signore e un nuovo tempo di grazia. Inizia il nuovo anno liturgico con il tempo di Avvento che si protrae fino al 24 dicembre, per quattro settimane piene.


Come vivere questo tempo?
Ce lo suggerisce l’evangelista Marco, che ci accompagnerà lungo il corso dell’anno e che domenica prossima ci dona le parole di Gesù ai suoi discepoli, quindi a noi: ‘State attenti, vigilate, perché non sapete quando sarà il momento preciso ‘. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà ‘. . Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!’ (Mc. 13,33- 37).


Dobbiamo vigilare, dobbiamo vegliare!
La vigilanza è un atteggiamento tipico del cristiano, che non deve farsi trovare addormentato dal suo padrone, ma pronto a vivere il suo compito, la sua vocazione. Ci viene richiesta da Gesù una vigilanza attiva e operosa.


Ma vegliare in attesa di chi? Per chi?
Per Cristo, in attesa del Signore Gesù che viene a Natale, viene nell’Eucaristia, viene nella sua Parola, viene in ogni fratello. Quando si attende una Persona che preme ci si prepara bene (leggendo una pagina del Vangelo ogni giorno) per conoscerlo meglio e per innamorarsene, adornando la casa del cuore (con una buona confessione).


Vegliare da chi, da che cosa?
Dalla presunzione di fare di testa propria e di impostare la vita mettendo al centro noi stessi; da Satana e dallo spirito del mondo, del male, dell’odio, della vendetta, dell’ipocrisia e della falsità; dalla concupiscenza della carne e degli occhi e dalla superbia della vita. (cfr. I Gv. 2,15-16).


Vegliare, quando?
Sempre, in ogni momento, non sapendo quando il padrone di casa ritornerà; sempre, perché non sappiamo né il giorno né l’ora del ritorno del Signore. E il giorno può arrivare improvvisamente!


Vegliare, come?
Vivendo ogni istante alla presenza del Signore; trascorrendo un po’ di tempo ogni giorno ad ascoltare il Signore nella Messa quotidiana, o in una chiesa, o nel silenzio della propria casa con il Vangelo in mano; donando ad ogni persona la gioia della nostra fede con spirito missionario; ricordando l’esperienza di S. Agostino che nelle sue confessioni scrive: ‘Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è senza pace fino a quando non riposa in te’.


Buon Avvento e gioiosa e operosa attesa del Signore che viene!


+ Elio Tinti, Vescovo