Beato Focherini, gli interventi al convegno

Riprogrammata dopo il lockdown – era infatti prevista per la festa del Patrono di Carpi il 23 maggio scorso – con riferimento alla società di oggi nella pandemia, la due giorni organizzata dalla Diocesi il 10 e 11 ottobre, con il patrocinio del Comune di Carpi, ha portato a compimento gli eventi per il 75° del martirio del Beato Odoardo Focherini. La proposta, nata dalla collaborazione fra istituzioni, uffici, associazioni e movimenti, coordinati dai membri del Comitato Culturale Diocesano Patrono della Città e Diocesi di Carpi – don Luca Baraldi, Matteo Casalgrandi e Roberto Cigarini – ha voluto essere un ponte di dialogo tra la Chiesa e la città.

Ad aprire il programma, il convegno in Cattedrale, sabato 10 ottobre, con gli interventi di autorità e studiosi, dai quali sono emersi spunti di riflessione, anche inediti, sull’esperienza di Focherini.

Guarda il video del convegno

Alcuni altri interventi

 

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Il convegno che si terrà a Carpi sabato 10 e domenica 11 ottobre intitolato “Il tempo del Beato Focherini e la società nella pandemia: capaci di diventare popolo solidale” si può dire che è già iniziato da diversi mesi. Decine di persone, in rappresentanza di Istituzioni, uffici, associazioni e movimenti, hanno partecipato ai lavori preparatori coordinati dai membri del Comitato Culturale Diocesano Patrono della Città e Diocesi di Carpi, don Luca Baraldi, Matteo Casalgrandi e Roberto Cigarini. Il convegno avrebbe dovuto svolgersi nel mese di maggio, in occasione delle giornate legate alle celebrazioni del Patrono, San Bernardino da Siena, poi l’espandersi della pandemia ha prima bloccato i lavori preparatori e in seguito fatto posticipare l’evento, che ora è finalmente possibile recuperare. E’ stato però necessario un cambio di rotta: prima della pandemia le tematiche prioritarie sembravano essere chiare e definite, il dopo pandemia ci ha invece richiamati a sguardi rinnovati sulla realtà che abitiamo. Ora si tratta di coinvolgere nella partecipazione attiva tanti altri cittadini, che se pur provenienti da storie, formazioni e culture diverse, sono interessati a costruire la città di domani: una città abitata da un popolo solidale e attento ai cammini di vita di ognuno. Il convegno si caratterizza come una proposta aperta ad ogni sensibilità culturale e religiosa. Per questo è rivolto a tutti e vuole essere un ponte di dialogo tra la Chiesa e la città, nel ricordo di un concittadino, sia per Carpi che per Mirandola, il Beato Focherini, che ha messo in gioco la sua vita proprio nel servizio all’uomo, specie se fragile e ai margini della società.

Per partecipare ai laboratori e all’evento dedicato ai giovani è obbligatoria la prenotazione, nel rispetto delle norme di sicurezza, all’indirizzo e-mail: casalgrandi.m@gmail.com

L’evento è promosso dalla Diocesi di Carpi, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Carpi e rientra nelle celebrazioni per il 75° anniversario del martirio di Odoardo Focherini.

 

Relazioni e laboratori
Si parte sabato 10 alle ore 9.30 in Cattedrale, dopo i saluti del vescovo Erio Castellucci e del sindaco di Carpi Alberto Bellelli, interverranno nel corso della mattina lo storico Paolo Trionfini, il filosofo Roberto Mancini, il teologo Severino Dianich, e a chiudere un recital di Gene Gnocchi sul tema “Pandemia”. Da questi interventi arriveranno spunti e suggestioni da sviluppare poi nei laboratori tematici che si terranno nel pomeriggio del sabato a Carpi e a Mirandola, sugli stessi temi delle relazioni: “Coscienza, discernimento e strumenti di formazione”, “Dignità, fragilità e distanziamenti: un nuovo stile nella relazione?”, “Pace e inclusione: insieme nella pluralità religiosa e ideologica”, “Pandemia”. Domenica pomeriggio a partire dalle 17 presso la parrocchia di Quartirolo la sessione del convegno sul tema “Il coraggio della speranza: quali giovani per quale futuro?”. Prima la relazione del sociologo Luca Diotallevi poi il laboratorio secondo il modulo già adottato il giorno precedente. Conclusione alla parrocchia di Santa Croce con cena e musica dal vivo.

 

Dichiarazioni

Alberto Bellelli, Sindaco di Carpi
In occasione di questa iniziativa, desidero evidenziare due aspetti, per così dire, meno scontati della figura di Focherini. Il primo è l’intergenerazionalità della sua testimonianza, che si adatta perfettamente all’attuale situazione: oggi abbiamo bisogno di solidarietà intergenerazionale, perché il comportamento delle giovani generazioni, così importante nel prevenire la diffusione del contagio, possa tutelare la salute delle generazioni che rischiano di più rispetto al virus. Penso allora a Odoardo e alla moglie Maria, che condivise pienamente la sua scelta: dalla loro famiglia sono nate persone che non hanno vissuto soltanto il ricordo ma anche i valori che sono stati tramandati.

Il secondo aspetto, è, per paradosso, il fatto che l’esempio di Focherini, “ribelle” alle leggi, alle regole, ingiuste del suo tempo, ci chiami alla responsabilità di costruire regole in grado di non perdere nessuno nella nostra società, tanto più nella prospettiva di ciò che avverrà nei prossimi mesi come conseguenza della pandemia. Questa non potrà mai essere una responsabilità solo delle istituzioni, ma è affidata ad un Paese intero, in cui la differenza è fatta dalle persone, con le loro relazioni quotidiane, nella capacità di adoperarsi perché nessuno rimanga indietro.

 

Monsignor Ermenegildo Manicardi, Vicario generale della Diocesi di Carpi
Odoardo Focherini è il “santo della porta accanto” per noi che viviamo nella città e nella diocesi di Carpi. Un uomo ordinario, un giovane, sposo e padre di famiglia, non un intellettuale, che seppe maturare uno scatto di coscienza di fronte alle ingiustizie della sua epoca.

La sua testimonianza ci sprona allora ad interrogarci: come le nostre coscienze, per così dire, scattano di fronte ai problemi attuali? Come possiamo essere popolo solidale, che si mette in ascolto e si impegna alla luce delle tante situazioni di difficoltà, rese ancora più pressanti dalla pandemia? Come Diocesi, avremmo potuto organizzare un convegno in cui riflettere sul dialogo dei cattolici, quasi fossero una categoria a parte, con il mondo di oggi. Invece, in linea con le indicazioni pastorali del Vescovo Erio Castellucci, non è questa la strada che si è scelta.

Dunque, ecco un’occasione di apertura e di condivisione per tutta la cittadinanza, a Carpi e a Mirandola, perché Focherini è davvero concittadino di tutti. Non dimentichiamo mai che, nel suo testamento spirituale, pronunciato poco prima di morire, egli dichiarò di donare la vita anche per Carpi.

Leggi i comunicati stampa:

N. 71 del 6 ottobre –>

N. 72 del 6 ottobre –>

N. 73 del 6 ottobre –>