Messaggio del Vescovo per l’avvio del Cammino sinodale

 “Avviamo il Cammino Sinodale con fiducia”

 Domenica 17 ottobre alle 16 in Cattedrale a Carpi il vescovo Erio Castellucci apre la fase diocesano del Sinodo

 Con un messaggio indirizzato a tutti i fedeli delle Chiese di Carpi e di Modena-Nonantola il vescovo Erio Castellucci ha annunciato l’avvio, domenica 17 ottobre, della fase diocesana del Sinodo dei Vescovi, che coincide con il primo anno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Nella Cattedrale di Carpi il Vescovo presiederà, con inizio alle ore 16, la liturgia della Parola alla quale sono stati invitati sacerdoti, operatori pastorali e tutti i fedeli.

Monsignor Castellucci ha presentato due testi predisposti dalla Conferenza Episcopale Italiana consigliandone una diffusione capillare: la “Lettera alle donne e agli uomini di buona volontà” e il “Messaggio” a tutti gli operatori pastorali.

“A partire dalla prossima settimana – conclude il Vescovo di Carpi – verranno date alcune indicazioni più precise per la formazione dei ‘gruppi sinodali’ sul territorio, che si potranno incontrare da metà novembre a fine marzo prossimo. Intanto avviamo il percorso… con fiducia. Non sarà complicato o macchinoso: limiteremo al massimo gli aspetti burocratici e organizzativi e cercheremo di dare spazio all’ascolto di tutti coloro che desiderano partecipare. Buon Cammino e grazie di tutto”.

Come previsto dalle indicazioni della Segreteria nazionale sarà operativa una segreteria diocesana con il compito di coordinare il lavoro dei gruppi sinodali, che avrà come referenti Simone Ghelfi, direttore dell’Ufficio catechistico e responsabile della Pastorale giovanile, e Laura Lamma, segretaria del Consiglio pastorale diocesano. Ai due Referenti si aggiungeranno altri collaboratori che verranno nominati in seguito.

 


Carissimi,

domenica 17 ottobre, come sapete si aprirà in ogni Chiesa del mondo la fase diocesana del Sinodo dei Vescovi, che coincide con il primo anno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

Nelle nostre diocesi si svolgeranno due celebrazioni: per Carpi una Liturgia della Parola alle 16 in Cattedrale; per Modena-Nonantola una celebrazione eucaristica alle 18 in Cattedrale.

La Conferenza Episcopale Italiana ha messo a disposizione tre strumenti molto utili per questa fase, da diffondere il più possibile e di seguito scaricabili:

Con fiducia avviamo il percorso. Non sarà complicato o macchinoso: limiteremo al massimo gli aspetti burocratici e organizzativi e cercheremo di dare spazio all’ascolto di tutti coloro che desiderano partecipare.

Buon Cammino
+ Erio Castellucci

 


Nel frattempo, nella serata del 3 ottobre, sempre in Cattedrale, si è tenuta l’assemblea con la quale la Chiesa di Carpi ha inaugurato l’anno pastorale. “Nutrivamo qualche dubbio sulla scelta di questa convocazione di domenica sera invece a tutti voi va il nostro grazie per questa numerosa partecipazione”. Così il vicario generale, monsignor Gildo Manicardi, ha commentato l’ampia risposta all’invito della Diocesi, di fronte alle navate della Cattedrale gremite da molti giovani, dalle delegazioni delle parrocchie e delle associazioni. Durante la liturgia, il Vescovo Erio ha conferito il mandato a tutti i catechisti dei fanciulli e, più in generale, a quanti prestano il loro servizio nell’ambito della catechesi e dell’educazione.

La prima parte dell’incontro è stata affidata alla parola del Vescovo Erio per delineare i prossimi passi del cammino sinodale a livello diocesano. “Quest’anno – ha esordito monsignor Castellucci – non ci sarà un mio documento scritto con le indicazioni pastorali ma faremo riferimento a quello elaborato dalla Conferenza Episcopale Italiana per introdurre nelle diocesi l’esperienza del Sinodo. L’atteggiamento veramente indispensabile, da parte di tutti all’inizio di questo percorso è mettersi in ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa”. Su questo punto il Vescovo ritornerà spesso nel suo intervento perché occorre stare attenti a non confondere “sinodalità” con il parlamentarismo di partiti o sindacati dove deve prevalere il pensiero della maggioranza o gli interessi di una parte sull’altra.

Due gli orizzonti in cui si pone l’esperienza del Sinodo che coinvolgerà per volere del Papa tutta la chiesa universale con un processo a piramide rovesciata ovvero dalla base al vertice affinché sia veramente un percorso partecipato. Il primo punto fermo di cui occorre prendere atto è il discorso del Papa al Convegno di Firenze del 2015, non solo perché per la prima volta parlò di sinodo della chiesa italiana ma soprattutto per quella forte affermazione secondo cui non siamo in ‘un’epoca di cambiamento ma in un cambiamento d’epoca’. “Prendiamo atto serenamente – ha detto il Vescovo – che non viviamo più nella cristianità, Questo non vuol dire rassegnazione anzi questo deve dar vita ad una reazione creativa, non aggressiva o depressa, ma creativa. Una nuova evangelizzazione che ci fa assaporare il clima degli inizi, delle prime comunità cristiane”.

Il secondo orizzonte che ha reso indispensabile avviare il cammino sinodale è il tempo della pandemia e tutto ciò che ha messo in moto nell’animo delle persone. “C’è molto da ascoltare – ha precisato Castellucci – abbiamo visto di tutto, sofferenze, eroismi, vita, morte, preghiera di richiesta…Si sono aperte grandi domande di senso che prima erano sopite. Abbiamo la necessità di raccogliere quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Una grande crisi ma come è stato detto più volte una grande opportunità di cambiamento perché non si esce da questa crisi come prima”.

Da qui le prime indicazioni operative: l’apertura ufficiale del cammino sinodale, domenica 17 ottobre, per la Diocesi di Carpi con la messa in Cattedrale alle ore 16 e un messaggio da leggere in ogni parrocchia, l’individuazione di un piccolo gruppo di coordinamento che tenga i rapporti con la segreteria nazionale del sinodo e raccolga il frutto della consultazione che avverrà sulla base di dieci tracce già disponibili su vari temi. Il secondo anno di ascolto non sarà su tutte le tracce ma su alcune priorità su cui la Chiesa italiana deciderà un ulteriore approfondimento.